la lunga marcia di Twitter

la lunga marcia di Twitter

novembre 18, 2021 Off Di Michele Dell'Edera

Forse non è il social più diffuso tra il grande pubblico, forse non è il primo social che ciascuno di noi va a controllare la mattina appena sveglio, ma è certamente il social attraverso il quale parlano i grandi della terra, le grandi testate giornalistiche, molte aziende, molte associazioni, molti account istituzionali di enti pubblici.

Twitter nasce come idea nel 2006 da alcuni membri di una società californiana che si chiamava Odeo; è nel 2007, però che Twitter si costituisce come azienda indipendente.

Se vogliamo citare alcune particolarità storiche della piattaforma social certamente possiamo citare la lunghezza del tweet che non poteva superare i 140 caratteri e l’invenzione dell’hashtag cioè di una parola o da una frase senza alcuno spazio preceduta dal simbolo # (cancelletto). L’hashtag aveva e ha lo scopo di rendere facile ed immediata la ricerca di uno o più contenuti collegati dallo stesso hashtag. 

Ad esempio scrivendo sulla piattaforma #Bari possiamo trovare tutti i contenuti collegati da questa parola, per cui diventa molto semplice inserire in un proprio tweet (post) l’hashtag desiderato e andarsi ad indicizzare secondo quella parola chiave.

Da qualche anno, per contrastare la concorrenza degli altri social network e per rendere meno complicato il suo utilizzo, la lunghezza di ciascun tweet è stata portata a 280 caratteri.

 Negli ultimi anni, e segnatamente negli ultimi mesi, la guerra tra grandi piattaforme, Google, facebook, Mondo Apple, ha fatto sì che anche Twitter cominciasse la sua lunga marcia verso una piattaforma più funzionale e con maggiori servizi.

Le concorrenti come Facebook (dalla quale sta nascendo l’ecosistema denominato Meta) e Google che ormai ingloba la maggior parte dei servizi che tutti noi utilizziamo ogni giorno, hanno cominciato a puntare in alto e un social come Twitter che, in fondo, da sempre aspira ad essere solo un social ha cominciato ad attivare una serie di servizi aggiuntivi che certamente lo aiuteranno a crescere nell’indice di gradimento del pubblico che tutti i giorni, in ufficio, in metro, in treno, in casa, passa parte del suo tempo a connettersi con il mondo attraverso i vari canali social e di messaggistica istantanea.

Proviamo ad elencare e ad illustrare brevemente alcune di queste nuove funzionalità.

Partiamo dalla fruizione dei video: Twitter ha annunciato di aver migliorato la visualizzazione dei video caricati sulla piattaforma garantendo prestazioni più elevate nella riproduzione grazie soprattutto a un migliorato back-end che garantisce dei video fruibili al meglio.  

La concorrenza, facebook docet, ha da tempo introdotto la possibilità di segnare il proprio apprezzamento sui social attraverso il tasto “mi piace” (like) e successivamente ha fatto in modo che il like potesse esprimere varie emozioni partendo dalle famose faccine che indicano sorpresa, pianto, indignazione eccetera. Al momento in Italia, su Twitter, è possibile mettere solo il “mi piace” cliccando sul cuore presente sotto ciascun tweet. 

Il social statunitense sta però testando in Turchia la possibilità di fare come i cugini facebook e Linkedin e scegliere tra più icone in grado di esprimere emozioni.

Altro intervento in fase di test è quello dell’algoritmo che regola l’apparizione dei post sulla propria bacheca e che oggi è praticamente definito e immodificabile. Se l’esperimento andrà a buon fine potremo visualizzare i post secondo una timeline con l’opzione di poter vedere i post sia dal più nuovo al più vecchio, che dal più vecchio al più nuovo. Ognuno potrà scegliere comodamente la propria modalità di fruizione delle informazioni pubblicate.

Per chi dei social fa anche una ragione di business, a cominciare da Twitter stesso, è in fase di test la possibilità che, nelle risposte ai tweet, possano essere visualizzati dei tweet promozionali. In pratica un post sponsorizzato proprio dove avviene una “conversazione”.

In questo modo la pubblicità apparirebbe in modo fortemente targettizzato. Un’ottima idea, sembra, ma bisognerà vederla in funzione e soprattutto bisognerà vedere se raccoglierà il favore del pubblico abituato a leggere conversazioni “pulite” senza pubblicità e se questa modalità porterà a quelle che i marketer chiamano “conversioni” (vendite, generazione contatti, ecc.).

Sono tante le novità in corso di realizzazione e che bollono in pentola e che avvicinerebbero Twitter agli altri social, ma siamo certi che siano fondamentali per questa piattaforma? 

Come dire: ogni social ha le sue peculiarità, il suo DNA. Facebook ha tra le sue: è il muro (la time line la bacheca) dove ognuno si racconta. Instagram è il luogo dove si guarda e ci si fa guardare, è il luogo dell’immagine. Linkedin è il social professionale e se si vuole avere contatti di business seri è forse l’unica piattaforma che soddisfa in questo senso. 

Non cito poi Tik Tok luogo prediletto dai giovanissimi, oppure Youtube la più grande community video del mondo e altra ancora.

Se però ci si vuole informare o si vuole esprimere una posizione “ufficiale” ed essere presi sul serio e in considerazione questo luogo è Twitter e, a mio modesto parere, questa resta la mission e la grande forza di questo social.

Pensiamo a quanto i social network, e in particolare Twitter, abbiano pesato durante la presidenza Trump e quanto siano stati rilevanti nel togliere voce all’ex presidente quando aveva debordato durante e dopo l’ultima campagna per la presidenza.  

I social hanno silenziato il Presidente più di qualsiasi tribunale o di qualsiasi corte e ad esclusivo ed insindacabile giudizio del board di questi colossi del web. 

Giusto ? sbagliato? Non so. Ma questa è un’altra storia.