Archivio per Categoria Webmarketing

DiMichele Dell'Edera

Content Marketing: Quel titolo che ti cambia la vita

Partiamo dal presupposto che è talmente strategica la stesura di un titolo che i grandi giornali hanno sempre avuto, oltre al giornalista, il “titolista” cioè colui che scrive, modifica o migliora un titolo di un articolo. Un vero e proprio “uomo marketing” della notizia in grado di “venderla” e di invogliare a leggerla o, nel digitale, di invogliare a cliccarci sopra.

Se c’è una cosa importante quando si scrive un contenuto, quella è il titolo:

  • Sarà il titolo del tuo post in effetti che stimolerà più persone a leggerlo
  • Sarà il titolo (SEO) ad essere indicizzato principalmente sui motori di ricerca e rendere il post durevole nel tempo; sarà il titolo del post a rendere accattivante l’articolo sui social network

Ma cosa deve fare un titolo e quali sono le sue caratteristiche ? Ecco 8 consigli utili per scriverne uno:

  • Un titolo deve stimolare la curiosità del lettore, senza di quella, l’articolo passerà inosservato
  • Il titolo deve essere specifico: deve far capire, a grandi linee e brevemente, quali sono gli argomenti trattati dal post
  • Potrebbe essere utile utilizzare dei superlativi, ad esempio: “i 5 più importanti consigli per viaggiare”
  • Potrebbe contenere delle insolite analogie: “Quel treno più veloce di una tartaruga”
  • Un titolo non deve essere complesso, bisogna rendere facile, fin dal titolo, un argomento complesso
  • Non sempre andare a favore di corrente paga. Il pensiero unico non aiuta ad emergere, date valore al vostro pensiero. Fate un titolo, quando l’argomento lo consente, che sia anche un po’ controcorrente. Un consiglio potrebbe anche essere quello di scrivere un titolo del tipo: “il rumore del silenzio”
  • Ciascuno di noi è attirato dai numeri; Usate i numeri, ad esempio: “5 consigli utili per fare content marketing”
  • Se volete che il vostro articolo venga riconosciuto e trovato come un articolo che affronta il tema dell’e-commerce, allora mettete nel vostro titolo la parola: “E-commerce”.
DiMichele Dell'Edera

Inbound marketing, attrarre e coinvolgere i clienti. Saranno loro a cercarti.

Quale ruolo per il Blog

Per cominciare un funnel di marketing che funzioni è necessario portare le persone interessate al tuo business sulle tue pagine.

E’ necessario quindi avere un piano editoriale con la programmazione dei contenuti, pubblicarli e cominciare così a creare interesse e traffico. E’ sufficiente ? Sicuramente è il primo passo.

Quindi è necessario senza ombra di dubbio avere un blog e lavorare affinché i contenuti siano concepiti in ottica SEO, cioè vengano ottimizzati per indurre il motore di ricerca a trovarle e a indirizzarvi gli utenti della rete.

E’ consigliabile, perciò, fare un lavoro sulle keyword che devono essere presenti e contestualizzate all’interno dell’articolo che andremo a scrivere. Non dimentichiamo quello che ci siamo detti nell’articolo precedente e cioè che chi naviga cerca “informazioni”, pone domande, i nostri contenuti devono rispondere a delle domande, devono soddisfare questa ricerca di informazioni.

Ma il blog non serve solo a portare pubblico sulle pagine aziendali e a far apprezzare i contenuti, serve anche a portare il pubblico, in maniera abbastanza naturale, verso gli obiettivi on line aziendali. Per fare ciò si creano delle landing page, in grado di ricevere l’atterraggio del pubblico che arriva dal blog e dagli altri canali dell’ecosistema web aziendale.

Dal Blog alle Landing Page

Per portare traffico dal blog alle landing è bene inserire all’interno del testo dell’articolo e del post del blog dei link che portino alla landing page. Si potrebbero anche usare dei banner interni al testo o nella sidebar laterale del blog o nel suo footer.

E’ chiaro che questi link devono essere contestualizzati e non percepiti come qualcosa d’altro rispetto al contenuto del post. Anche le sidebar possono essere personalizzate per categoria o tag, specialmente se parliamo di WordPress come CMS (Content Management System).

Se ad esempio ho degli articoli del content marketing e sono così categorizzati potrei fare in modo che ci sia una sidebar personalizzata che contenga banner che portino a una landing page che parli di questo tipo di servizio.

Inbound Marketing: non il blog, ma un ecosistema

Ovviamente non ci si può basare solo sui probabili e possibili risultati rivenienti dall’attività editoriale sul Blog.

Giusto per fare un esempio i contenuti video e le immagini oggi giocano un ruolo fondamentale nell’attirare pubblico. Essi vanno veicolati attraverso le piattaforme social per  portare gli utenti verso le landing pages aziendali o verso prodotti specifici che intendiamo vendere o promuovere.

Attorno all’azienda va creata una community, vanno utilizzati infuencer in grado di convincere il vostro pubblico.

Bisogna essere in grado di tessere relazioni sulle rete e coltivarle, bisogna saper fare PR on line.

Le scelte che si fanno per mettere su un funnel di inbound marketing devono essere guidate (almeno è auscpicabile) da un digital strategist in grado di supportare l’azienda nel suo percorso.

E’ chiaro che per ogni obiettivo c’è una strategia, è quindi difficile dire se l’Inbound marketing sia meglio dell’outbound marketing.

Quello che è certo è che l’inbound marketing ha in sè una nuova visione del mondo e cioè:

  • se l’outbound marketing punta con campagne esterne più o meno appariscenti a portare pubblico in negozio (da voi);
  • l’inbound marketing lavora affinché siano i clienti a cercarvi e venire da voi. Il concetto è rivoluzionario. Chi sceglie di venire da voi ha già fatto un po’ di strada verso l’acquisto.

Proviamo a parlarne !

DiMichele Dell'Edera

Quali gli strumenti e le strategie di Digital Marketing più diffusi ?

Sto dando un’occhiata in questi giorni alle ricerche di Digital Marketing portate avanti e pubblicate da Digital Coach (digital education from USA). Sono tutte interessanti e credo sia interessante andare a darci un’occhiata.

Mi voglio focalizzare oggi sulla ricerca relativa agli strumenti di Digital Marketing più diffusi ed efficaci lo scorso anno. La ricerca è stata portata avanti coinvolgendo 309 professionisti del digitale e ha coinvolto digital professionals, SEO specialist e Aziende.

Anche il campione utilizzato ha preso in esame diverse situazioni di lavoro: i freelance, chi lavora in web agency, chi lavora in azienda, chi lavora presso azienda che fa e-commerce.

Il 60% degli interessanti lavora in piccole aziende che vanno da 1 a 10 dipendenti, con campioni variabili anche per aziende più grandi.

Le strategie integrate al primo posto.

Gli intervistati hanno messo al primo posto tra i fattori decisivi per fare digital marketing le strategie integrate, quindi non singoli processi, ma un insieme di processi finalizzati a obiettivi ben precisi. Altro aspetto importante è la Cultura dei Manager e l’Analytics e la Sperimentazione.  Da non tralasciare anche il budget e il coinvolgimento di un digital manager.

Ma facendo Advertising quali sono stati gli strumenti che piacciono di più agli specialisti ? (dato 2016)

Eccoli:

  • Facebook ADS (82,52%)
  • Adwords KW adevertising (52,75%)
  • Display ADV Google  (39,48%)

Per la cronaca quelli che piacciono di meno sono: Bing/Yahoo, RTB/programmatic, altri circuiti

 Ok l’utilizzo, ma qual’è secondo gli esperti il rapporto tra costo, conversione e costo per vendita realizzata ?

Ecco come si sono espressi gli esperti:

  • In testa resta Facebook ADS con il 63,75%
  • Dopo, ma un po’ distanziato c’è Adwords KW adevertising con il 35,92%
  • Al terzo posto il display remarketing di Google, Facebook o altri con il 22,65%

E gli strumenti che non sono di Advertising ? Quali quelli più utili ?

  • Al primo posto resta la SEO (Search Engine Optimization) 25,57%
  • I canali Social al secondo (intesa come attività organica non sponsorizzata) 21,68%
  • E da non tralasciare le Digital PR 19,42%
  • l’e-mail marketing è ancora valido e utile per il 15,53% dei professionisti intervistati

Secondo gli esperti inoltre risultano meno convincenti ed efficaci il viral marketing e i blog aziendali. Sul discorso Blog (questo lo dico io) ci sarebbe da fare però un discorso molto più ampio relativo ai contenuti e ai contenitori.

Sempre dal dato 2016 ecco cosa hanno detto gli esperti sulle tendenze e gli strumenti più importanti nel web marketing.

Maggiore rilevanza:

  1. Mobile
  2. Video
  3. Content Marketing

Maggiore Crescita (2016-2017)

  1. Marketing Automation
  2. Inbound Marketing
  3. Nuovi algoritmi Google

Salto un attimo tutta un’altra serie di dati che la ricerca on line comunque mette a disposizione e passo oltre.

Quali secondo gli esperti erano le cose ancora non provate che dovrebbero essere state provate nel 2017 ?

Quelle con maggiore interesse sono state:

  1. Linkedin ADS
  2. Pubblicità Youtube
  3. SEO
  4. Blog Aziendale

Quelle con più scarso interesse:

  1. Altro
  2. Bing/Yahoo
  3. CircuitoDisplay e DEM proprietarie

Per concludere proviamo a vedere cosa hanno detto gli esperti su quelle che secondo loro sono le novità tecniche più interessanti in digital marketing e che avranno successo:

Maggiore rilevanza:

  1. Facebook Live (le dirette)
  2. Instagram Stories
  3. BOT per Messenger (risposte automatiche di Messenger)

Minore Rilevanza:

  1. Google Post
  2. Google AMP (Accelerated Mobile PAges)
  3. Facebook Instant Articles

Chiudiamo con il dato che il mondo social ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni e che non potrà essere tralasciato nelle pianificazioni di digital marketing e nelle strategie integrate.

Se vuoi approfondire sul Digital Marketing non hai che da contattarmi.

DiMichele Dell'Edera

Inbound Marketing, accompagnare il cliente nella scelta

Inbound marketing, cioè trovarsi al punto giusto nel momento giusto, cioè esattamente quando il tuo potenziale cliente ha bisogno di te. Se pensate alla pubblicità tradizionale che interrompe la fruizione del contenuto o lo disturba, possiamo dire invece che l’inbuond marketing  accompagna il cliente nella scelta.

Certo l’inbound marketing non si improvvisa, c’è bisogno di competenze, di una strategia, di strumenti utili all’ottenimento dei risultati.

Anche per l’inbound marketing c’è bisogno di realizzare funnel che ci aiutino a ottenere risultati. C’è bisogno che l’estraneo che giunge a fruire dei nostri contenuti diventi “lettore” e, successivamente, potenziale lead.

Ma prima di ogni altra cosa: Cos’è l’inbound marketing ?

E’ un metodo in grado di farti pensare ai risultati che vuoi ottenere, a fornirti strategie utili a “ingaggiare” il tuo potenziale cliente. In pratica, un metodo in grado di farti intercettare le persone che cercano il tuo prodotto, o meglio a intercettare le persone che in quel momento sono “disponibili” a valutare e acquistare il tuo prodotto in quanto rispondente alle loro esigenze.

Con l’inbound marketing le aziende e i liberi professionisti diventano ciò che i clienti vogliono che siano. Lo diventano grazie alla produzione e alla diffusione di contenuti di qualità, conquistando la fiducia degli interlocutori, favorendo l’arrivo naturale dei potenziali clienti sulle proprie pagine.

Diciamolo subito, se si ha fretta di vendere, se lo si vuole fare senza farsi conoscere, la strada non è questa. La strada è drogare il mercato con valanghe di advertising, molto dispendiose e non necessariamente efficaci. 

  • Primo passo: farsi apprezzare;
  • Secondo passo: conquistare la fiducia dei propri interlocutori;
  • Terzo passo: guidare l’utente verso le pagine utili ai propri scopi;
  • Quindi: creare, on line, degli inbound marketing funnel.

Di cosa abbiamo bisogno per fare Inbound Marketing ?

Abbiamo bisogno, come detto, di un metodo di lavoro che passi attraverso: influencer marketing, video marketing, native advertising e tutto ciò che ti consente di creare contenuti utili per il pubblico.

Comportandoti così non avrai bisogno di spingere sull’acceleratore per ottenere risultati, verranno nel tempo da soli.

Come per ogni cosa non c’è una ricetta unica per tutti per fare Inbound Marketing e per creare degli Inbound Marketing Funnel. Ogni azienda, ogni professionista può avere bisogno di percorsi più o meno complessi e dell’utilizzo di uno o più strumenti.  Non è detto che si arrivi immediatamente alla vendita, può darsi che si debba utilizzare i lead generati per fare e-mail marketing, per iniziare un dialogo sui social, ecc. ecc. per poi giungere al risultato atteso.

Attenzione però che l’inbound marketing non si ferma solo con la vendita. Bisogna mantenere e conservare il contatto con il cliente . Ancora una volta un ruolo fondamentale lo svolgeranno: il nostro blog, i nostri canali social, le nostre newsletter a tema, i gruppi Facebook e Linkedin.

Qualcuno, già un po’ di anni fa aveva fatto intendere che il Blog era morto e che ben presto sarebbe stato sostituito da altri strumenti. Purtroppo per lui il blog è vivo e vegeto ed è uno strumento che in un funnel di marketing non potrà mai mancare e sarà presente in parecchi passaggi del funnel che si andrà a progettare. Dove mettereste i contenuti se non ci fosse il Blog ? Dove suscitereste l’interesse con contenuti vostri e non mediati da altre piattaforme non di vostra proprietà, dove, e in un luogo solo, i vostri potenziali clienti e i vostri clienti affezionati troverebbero tutto insieme “il vostro pensiero”?

Il Blog va ad intercettare quel pubblico che prima di cercare prodotti e soluzioni cerca: informazioni e suggerimenti e sono la stragrande maggioranza in internet.

Fateci caso, scegliete un argomento e vedete quali sono le query di ricerca. La maggior parte delle query sono formulate sotto forma di domanda. La maggior parte dei risultati che vengono fuori nei motori di ricerca sono risposte, il più vicine possibile, a quella domanda.  

Il cliente: Da possibile contatto a tuo promoter…

I contenuti del tuo blog saranno decisivi per far giungere i possibili clienti sul tuo sito internet, sapranno che esisti, cominceranno a conoscerti, ad apprezzarti e a darti fiducia, a percepire il tuo valore, a diventare tuo cliente e (si spera) a parlar bene di te.

Inbound Marketing ! Ne parleremo ancora !

DiMichele Dell'Edera

Content Marketing, e che ci vuole !

Capita spesso di sentir dire che per fare content marketing c’è bisogno di sapere scrivere. Ovviamente questo è vero, è come dire che per essere una star della musica bisogna saper cantare.

Scrivere però è una cosa, scrivere sapendo quali obiettivi bisogna raggiungere, quale sarà o deve essere il tuo pubblico, su quali canali sarà pubblicato il tuo scritto, quale deve essere il risultato, a quale “atterraggio” deve condurre ciò che stai scrivendo è un’altra cosa.

Certamente il lavoro non potrà essere qualcosa del tipo: “scrivi qualcosa su quel prodotto, su quella linea di prodotti o magari sull’azienda”.

Proviamo a chiederci:

  • Ma quei prodotti andranno a un pubblico finale ?
  • Ubicato dove ?
  • Qual’è il segmento di mercato ?
  • Cosa dicono sulla stessa cosa i miei concorrenti ?
  • Cosa voglio ottenere con questo scritto ?
  • Dove lo vado a veicolare ?
  • Quali sono i canali più appropriati per la sua divulgazione ?
  • Quale sarà il titolo che userò per colpire il mio pubblico ?
  • Quali call to action (link che conducano ad un atterraggio che dia valore alla mia azienda) inserisco nel mio post ?
  • Riesco a creare (se previsto) un funnel di marketing utile ai miei obiettivi di marketing e commerciali ?
  • Ho parlato con il cliente per sapere qualcosa in più su ciò che devo scrivere ?
  • Ciò che scrivo è in linea con lo stile aziendale ?
  • Se modifico lo stile comunicativo è perché anche l’azienda vuole cambiare ?

Le domande che ci possiamo e dobbiamo porre sono centinaia. Possiamo concludere dicendo che saper scrivere è il primo degli ingredienti, sapere come e cosa dire è un’altra cosa.

E’ come dire che il cantante sa cantare, ma se saprà anche “interpretare” la sua canzone emozionando il suo pubblico sarà sicuramente meglio.

Se volete approfondire contattatemi:

 

DiMichele Dell'Edera

Digital Strategies: Ma in local cosa bisogna fare per ottenere più clienti ?

Se abbiamo deciso che i canali digitali sono utili a farci trovare su internet e ad aumentare il numero dei nostri potenziali clienti in store allora non abbiamo che da mettere in campo una strategia digitale che ci faccia trovare dai clienti individuati nel nostro raggio d’azione.

Si, ma che cosa dobbiamo fare?

  • Come prima cosa dobbiamo farci trovare sulla rete. Quando un utente cerca sui motori di ricerca un prodotto o un servizio che rientra nelle nostre categorie merceologiche, questo utente ci deve trovare, e ci deve trovare tra i primi 5-6 risultati della prima pagina, dopo quelli sponsorizzati, se parliamo di posizionamento organico.
  • Geolocalizzare on line la nostra attività, vedi Google Maps e Google My Business.
  • Per fare ciò bisogna essere bravi a fornire tutte le informazioni necessarie sui nostri prodotti e far capire ai nostri interlocutori che, per acquistare non ci sarà nulla di più facile che venire in negozio.
  • Non bisogna mai dimenticare di provare a fidelizzare i nostri interlocutori e di creare un legame, un contatto, tra la nostra azienda e loro.
  • Grazie a questo contatto potremo: tenerli informati e in contatto con noi; potremo intessere e gestire relazioni.
  • Se il potenziale cliente viene in negozio (ma anche nel nostro sito), bisognerà fare in modo che che possa vivere esperienze, sentire profumi, toccare il prodotto, saggiare una stoffa, vedere un effetto tecnologico, partecipare a una demo, essere parte di un show sul prodotto con uno stakeholder del settore.

Molte delle cose elencate non sono del tutto replicabili sui canali digitali. Su queste dobbiamo giocare e vincere portando le persone a incontrarci…. e… in negozio, mai abbandonare il cliente a sé stesso !

Il commerciante del ventunesimo secolo deve giocare sul suo store come se fosse (e lo è) un punto di forza e non di debolezza. Non abbiamo idea di quanti possibili clienti ci sono là fuori !

Per approfondire non esitare a contattarmi !

DiMichele Dell'Edera

Web strategies: Ma ce le hai le risorse ?

Quello che mi accingo a fare non è certamente un discorso venale. Capita spesso di incontrare possibili clienti che, dopo aver declinato il loro sogno di sbarcare sul web per vendere on line o per fare più engagement e portare più gente nel proprio negozio, nella propria attività, si spaventino nella lettura del preventivo.

Il web di oggi non è un’attività di “presenza” sulla rete, è un’attività di contatto, di diffusione del proprio brand, delle proprie offerte, di promozione dei propri prodotti, di contatto con le persone, di aggiornamento continuo dei contenuti, di realizzazione di foto e video, di stesura di white-paper e pubblicazioni da concedere ai propri clienti, di relazioni da instaurare e sostenere nel tempo.

Il tempo, appunto, è una delle cose fondamentali da investire. Per fare tutto quanto elencato prima c’è bisogno: di studio, dell’approfondimento del mercato on e off line, della valutazione della concorrenza, di studio dei comportamenti dei potenziali clienti sulla rete, di capire come vengono effettuate le ricerche sulla rete, di mettere giù una strategia, di organizzare delle tattiche, di scegliere gli strumenti adatti e implementarli, di avere un piano commerciale, di pianificare i contenuti sui vari canali e produrli, di coinvolgere l’azienda in questa attività, di guardare e analizzare i dati dell’attività in corso, saperli leggere e valutare, saper correggere la rotta… e potrei andare avanti per ore.

Questa sfilza di attività ha bisogno di risorse di due tipi: 

  1. Se si decide di affidarsi a consulenti esterni ci sarà bisogno di affidare loro questo gravoso impegno e fare in modo che lavorino in sinergia diretta con l’azienda sono necessari budget congrui da investire per poterli pagare.
  2. Se invece si pensa di investire sulle persone interne all’organizzazione aziendale, non bisogna cadere nell’errore di pensare che dato che sono interne, dato che già le paghiamo, allora il costo sarà basso.

Se scegliamo l’opzione due, non dobbiamo mai dimenticare il fattore “tempo”. Queste persone avranno bisogno di tanto tempo (senza mettere in campo qui la valutazione della competenza e del tempo che sarà necessario per imparare). Questo tempo, come dice un vecchio adagio è: DENARO.

Quando pensiamo di partire con un’attività di vendita e di favorirla con la rete, non dimentichiamo mai di farci questa domanda:

QUANTE RISORSE INTENDIAMO INVESTIRE ?

BUON NATALE A TUTTI !  

Iscriviti alla newsletter, ti tengo informato:

DiMichele Dell'Edera

Vendere Online, la rete al servizio delle imprese, ecco le slide presentate a SMAU Napoli

Lo scorso 15 dicembre a Napoli durante l’edizione 2017 di SMAU Napoli, nell’arena SMAU Academy ho presentato le slide che vado a pubblicare qui di seguito.

Il titolo del mio workshop era:

Vendere utilizzando la rete: webrooming e funnel di marketing digitale, come cambia il business on line 

Se vuoi approfondire contattami !

DiMichele Dell'Edera

Vendere on line, strategie e opportunità con il Digital Marketing. Ne parliamo a Napoli !

C’è una battaglia in corso tra chi vuole vendere on line e chi vende in negozio ? Una delle due parti soccomberà ? I consumatori faranno una scelta definitiva ?

Io credo che entrambe le parti potranno continuare a fare business a patto che entrambi, negozio on line e negozio fisico utilizzino correttamente e a proprio vantaggio la rete.

Si possono mettere in campo strategie digitali per portare persone nel proprio e-commerce e fare in modo che acquistino attraverso funnel di vendita ben organizzati e un’attività sulla rete appropriata e si può portare persone, lavorando sulla rete in negozio, nel proprio negozio fisico in città, nel quartiere.

Quello che è imprescindibile è l’attività sulla rete per restare agganciati ai propri clienti di sempre e per coinvolgerne di nuovi.

Ci sono due fenomeni oggi on line: lo showrooming, chi va in negozio sceglie il suo prodotto e lo acquista on line, e il webrooming, chi sceglie il prodotto sulla rete e acquista in negozio. Se si riesce a intercettare, a seconda dei propri obiettivi,  ciascuno di questi fenomeni ognuna delle due “fazioni” in guerra riuscirà ad ottenere ottimi risultati di vendita…

Se volete abbiamo l’opportunità di approfondire questi temi il prossimo 15 dicembre a Napoli, presso la Mostra d’Oltremare a SMAU alle 10. L’appuntamento è presso l’Arena Smau Academy. Vi aspetto là e ne parliamo.

Il titolo del Woorkshop è: Vendere utilizzando la rete: webrooming e funnel di marketing digitale, come cambia il business on line – Cliccate qui per iscrivervi

DiMichele Dell'Edera

Cosa sai del “tuo” cliente ?

Ecco provate a riflettere… 2 minuti per capire se riusciamo a fare tesoro di quelle “visite” che arrivano nei nostri negozi, uffici, attività, siti internet, e-commerce. Ecco se qualche dubbio vi scatta dopo questo breve video, venite il 5 ottobre in Camera di Commercio a Foggia a: “Store Telling – Come (non) comunicano e quali strumenti (non) adoperano le attività commerciali” (Iscriviti)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=4Ei_QhJzSN8]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi