Archivio per Categoria Social Networking

DiMichele Dell'Edera

Content Marketing, e che ci vuole !

Capita spesso di sentir dire che per fare content marketing c’è bisogno di sapere scrivere. Ovviamente questo è vero, è come dire che per essere una star della musica bisogna saper cantare.

Scrivere però è una cosa, scrivere sapendo quali obiettivi bisogna raggiungere, quale sarà o deve essere il tuo pubblico, su quali canali sarà pubblicato il tuo scritto, quale deve essere il risultato, a quale “atterraggio” deve condurre ciò che stai scrivendo è un’altra cosa.

Certamente il lavoro non potrà essere qualcosa del tipo: “scrivi qualcosa su quel prodotto, su quella linea di prodotti o magari sull’azienda”.

Proviamo a chiederci:

  • Ma quei prodotti andranno a un pubblico finale ?
  • Ubicato dove ?
  • Qual’è il segmento di mercato ?
  • Cosa dicono sulla stessa cosa i miei concorrenti ?
  • Cosa voglio ottenere con questo scritto ?
  • Dove lo vado a veicolare ?
  • Quali sono i canali più appropriati per la sua divulgazione ?
  • Quale sarà il titolo che userò per colpire il mio pubblico ?
  • Quali call to action (link che conducano ad un atterraggio che dia valore alla mia azienda) inserisco nel mio post ?
  • Riesco a creare (se previsto) un funnel di marketing utile ai miei obiettivi di marketing e commerciali ?
  • Ho parlato con il cliente per sapere qualcosa in più su ciò che devo scrivere ?
  • Ciò che scrivo è in linea con lo stile aziendale ?
  • Se modifico lo stile comunicativo è perché anche l’azienda vuole cambiare ?

Le domande che ci possiamo e dobbiamo porre sono centinaia. Possiamo concludere dicendo che saper scrivere è il primo degli ingredienti, sapere come e cosa dire è un’altra cosa.

E’ come dire che il cantante sa cantare, ma se saprà anche “interpretare” la sua canzone emozionando il suo pubblico sarà sicuramente meglio.

Se volete approfondire contattatemi:

 

DiMichele Dell'Edera

Social Network e Azienda. E se invece ci fosse un’organizzazione decentralizzata ?

Dalle risposte che mi avete offerto on line in uno dei post precedenti pare che una certa maggioranza di voi propenda per un’organizzazione decentralizzata rispetto all’uso dei social network in azienda.

Diciamo che questa maggioranza mi trova abbastanza d’accordo, proviamo però anche qui a capire se ci siano pro e contro in questa scelta.

Partiamo dal presupposto che abbiamo effettuato assolutamente alcuni passi che sono fondamentali per partire e che qui, giusto per pro memoria, proviamo a ricordare e cioè:

  • Che ci sia stata un’approfondita analisi della situazione di partenza
  • Che si sia verificato e si sia a conoscenza  del know-how presente in azienda
  • Che gli obiettivi da raggiungere siano chiari (e ovviamente raggiungibili)
  • Che ci sia una strategia ben definita
  • Che ci sia un piano “editoriale” e operativo ben definito, almeno sotto forma di canovaccio da seguire nell’elaborazione del lavoro da parte dei vari componenti dello staff.

Come si un muove un’organizzazione in modo decentralizzato:

  • Ogni parte del team aziendale (quella deputata ad “andare fuori”, a comunicare e a creare relazioni), a seconda delle responsabilità partecipa alle attività sui social
  • L’interazione con i possibili interlocutori on line è veloce, ciascuno risponde per le proprie competenze e questo rende più efficace la comunicazione e favorisce la creazione di una community
  • Si riesce ad essere efficaci più in fretta e ad ottenere dei risultati migliori
  • Con un’organizzazione di questo tipo e con l’assunzione di responsabilità da parte di molti, sarà favorito il consolidamento e la nascita di nuove competenze.

Anche un’organizzazione decentralizzata può incorrere in difficoltà:

  • La rinuncia al controllo su un programma social può determinare qualche rischio. Eccesso nell’utilizzo dell’autonomia concessa e possibile rischio per la Brand Reputation Aziendale
  • Le persone affini all’autonomia sono difficili da controllare se non responsabili (fedeli) nei confronti dell’azienda.
  • La collaborazione tra i componenti del team di lavoro può scemare se non c’è un coordinamento che riesce a tenere insieme i vari “pezzi”.

Buon lavoro !

Intanto non posso che segnalarvi un “EcommerceLAB” a cui interverrò e nel quale parleremo anche di queste cose. L’ingresso è libero.

Se vuoi contattami:

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DiMichele Dell'Edera

Ok, ci siamo, arriviamo sui social e la nostra organizzazione è centralizzata

Se dopo esserci posti un po’ di domande, abbiamo preso la decisione di utilizzare i social network per far conoscere meglio la nostra azienda e i nostri prodotti abbiamo alcune cose da fare…

Come prima cosa certamente dobbiamo identificare chi sono le persone da far entrare nel team che segue l’azienda sui social e quali persone potrebbero essere utili al team stesso, ad esempio:

  • Blogger, persone avvezze al digitale, leader, campioni, personaggi influenti, persone in grado di operare con empatia…

C’è da catalogare tutte le attività social già in qualche modo messe in atto in azienda:

  • Si lavora già con i social ? Chi ? Come ? Dove ?

Quali sono i punti di forza del team:

  • C’è comunicazione nel team ? Il reparto IT è efficiente ? La cultura del management è orizzontale ?

Bisogna valutare valutare le debolezze del team, ad esempio:

  • Scarsa comunicazione interna, non esiste un gruppo PR, non esiste una strategia per il mobile, ecc.

Ponendoci alcune domande:

  • A quali canali dobbiamo rivolgerci e perché ?
  • Con quali piattaforme iniziare la sperimentazione ?
  • Quali strumenti per il monitoraggio dell’attività ?
  • Esiste un CRM, una piattaforma con cui integrare le informazioni ?
  • Come dividere il lavoro ?
  • Come adeguare l’attività di PR ?
  • Qual è il budget a disposizione ?

Fatte queste premesse, ipotizziamo, di aver scelto, come dicevamo in qualche post precedente, di organizzarci per l’attività social e di averlo fatto pensando a un’ Organizzazione centralizzata, cioè “guidata e supervisionata dall’alto” in azienda:

In questo modo avremo:

  • Un completo controllo del messaggio che andrà fuori dall’azienda
  • Un completo controllo dell’informazione
  • Un completo controllo dell’esecuzione di quanto pianificato
  • Il pieno controllo dei dati relativi ai social
  • Una collaborazione semplificata in quanto il team è eterodiretto

Organizzazione centralizzata potrebbe presentare queste difficoltà:

  • Tutta la pianificazione deve essere creata da zero e a livello centralizzato
  • L’organizzazione centralizzata tende a burocratizzarsi e quindi a rallentare. Questo in un ambito come il web 2.0 dove l’efficacia di un’attività si misura in tempo reale potrebbe essere un problema
  • I toni dei messaggi sono meno spontanei proprio perché non prodotti dalla persona che effettua la pubblicazione, ma dal management dell’azienda.
  • Quest’ultimo aspetto, ovviamente, sui social network può essere un problema
  • L’interazione con possibili interlocutori e lead potrebbe non essere immediata

Contattami se hai qualche domanda o qualche dubbio:

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Ti consiglio di visitare anche “Strategie di Ecommerce”

DiMichele Dell'Edera

Attività sui social network c’è da organizzarsi in azienda

La mia azienda ha deciso che si utilizzino anche i canali social per promuovere l’attività aziendale, che devo fare ?

E’una domanda che ricorre spesso quando ci si ritrova con imprenditori che vogliono andare oltre il proprio sito internet o il proprio portale di e-commerce.

Innanzitutto diciamo che se si decide i canali social lo si fa per fare 5 possibili attività:

  • Creare una community finalizzata ad un determinato obiettivo
  • Potenziare il proprio brand aziendale
  • Migliorare e potenziare la comunicazione aziendale
  • Effettuare attività di Engagement. Fare rete, creare leads utili.
  • Vendere

A seconda dell’obiettivo o degli obiettivi che ci prefissiamo abbiamo bisogno di una strategia generale e di una strategia di lavoro per ogni canale social prescelto.

Abbiamo detto sempre, inoltre, che i social vivono perché sono frequentati da persone per cui l’azienda che decide di utilizzare questi canali deve sapere che oltre al brand aziendale da potenziare è necessario che siano potenti o da potenziare anche i brand personali di tutti coloro i quali direttamente accompagneranno l’azienda sulla rete.

Quanto più saranno conosciute le persone dell’azienda, tanto più sarà riconosciuto facilmente il marchio aziendale che accompagneranno. Senza dimenticare che, se ad esempio ci si fa aiutare anche da stakeholders del settore, sarà più facile essere riconosciuti come azienda credibile e di valore. Attenzione io qui parlo solo di “posizionamento naturale” sui social, se facciamo social advertising è chiaro che potenzieremo il nostro brand o, almeno, aumenteremo la platea che lo segue. Sarà da verificare se questa platea sarà quella utile al nostro brand, ma questo deve essere fatto a monte di una campagna e non solo a valle. Territorio, fascia d’età, interessi, eccetera devono essere impostati per poter raggiungere con una certa precisione il pubblico che ci interessa.

Ma torniamo all’attività delle persone dell’azienda: Bisogna organizzarsi.

Quando si va sui social, e comunque quando si decide di creare contenuti attraverso l’ecosistema aziendale su web e diffonderli, è necessario avere un piano editoriale collegato agli obiettivi di marketing che l’azienda si è posta per il digitale.

C’è poi bisogno di capire chi deve attuare il piano editoriale e sapere che ci si può organizzare sostanzialmente in due modi: con una “redazione” centralizzata, dove c’è uno o più supervisori che devono validare di volta in volta i contenuti o con una “redazione” decentralizzata,dove i diversi attori, sia pur coordinati, seguono il canovaccio delle pubblicazioni e si muovono in modo autonomo pubblicando i contenuti senza ulteriori passaggi…

Voi quale scegliereste ? Datemi qualche risposta che poi ne parliamo !

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DiMichele Dell'Edera

Attenzione all’illusione ottica dei social network

Scrivevo su Facebook, proprio tre anni fa, quanto segue:

Alle volte i social network possono indurre a pensare che nel mondo si è maggioranza, salvo un piccolo dettaglio. Quel mondo è il mondo che ciascuno di noi si costruisce attraverso relazioni più o meno di affinità. L’illusione “ottica” maggioritaria del web… la definiamo così ?

Ognuno di noi costruisce sui vari social la propria rete di contatti in base alle proprie affinità, ai propri interessi, qualche volta anche in base ai propri obiettivi professionali e non solo.

Se pensiamo a questi ultimi, cioè agli obiettivi professionali o ad esempio di brand reputation personale, direi quasi che, cercare contatti affini e/o potenzialmente interessati a noi o interessanti per noi, è sicuramente cosa da farsi, anzi fortemente consigliata proprio come strategia da mettere in campo.

Altra cosa invece sono le nostre convinzioni, quelle che si manifestano soprattutto nell’utilizzo di social non professionali (quando si usano con profilo personale) e in particolare di Facebook.

In modo naturale e, anche inconscio, noi andiamo a cercare amici che hanno le nostre stesse passioni, che postano su argomenti a noi molto affini, andiamo a mettere mi piace su pagine che in qualche modo sono collegate al nostro quotidiano e al nostro modo di essere, ci iscriviamo in gruppi che riguardano il nostro vissuto. Tutto questo crea attorno a noi un mondo per così dire “amico, affine”, un mondo dove quelli che la pensano diversamente da noi sono una minoranza e se rompono troppo li “banniamo” pure. 

Questo approccio, naturale per tutti noi, ci crea una vera e propria “illusione ottica maggioritaria”, ci convinciamo cioè che il “mondo” la pensa come noi, che gli “oppositori” siano un’esigua minoranza e che quindi (di conseguenza) “abbiamo ragione”.

Purtroppo (o per fortuna) non è così. Quel mondo che ci stringe forte è il mondo che mattone dopo mattone, giorno dopo giorno, ci siamo creati noi. 

Un giorno potremmo svegliarci e accorgerci che il mondo è un’altra cosa.

DiMichele Dell'Edera

Azienda, proposta di valore, user experience, web strategies, è sempre una questione di persone

 

Ho messo al centro delle mie riflessioni rispetto al lavoro da mettere in campo in un’attività che veda protagonista la rete come strumento di comunicazione, relazione o vendita, le persone.

La rete, sia pure come strumento digitale, l’ho sempre vissuta come un “luogo”, una piazza nella quale incontrare persone, professionisti, manager, imprenditori. Quindi persone prima di “partite IVA”.

Un’Azienda quando decide di sbarcare o potenziare il suo business su web, non può che avere bene in mente i suoi obiettivi di business e la proposta di valore che vuole offrire ai suoi clienti. Avere bene in mente le persone che compongono la squadra aziendale, l’esperienza che si vuole offrire ai propri clienti nel processo decisionale che li porterà a scegliere o a vivere l’esperienza d’acquisto, le strategie da mettere in campo sul web.
In tutti questi processi, le persone sono protagoniste ed entrano in relazione.

Clienti, squadra aziendale, utenti del sito e dell’ecosistema aziendale non sono altro che persone. E’ su di loro e con loro che deve essere concentrato il nostro lavoro.

Avrò il piacere di parlare con voi di questo a SMAU il prossimo 26 ottobre alle 12,30, a FieraMilanoCity presso l’Arena Open Innovation a cura di Regione Lombardia. 

Per iscrivervi cliccate qui !

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DiMichele Dell'Edera

I Social Network nelle emergenze, “Facebook Safety Check”

Non mi era mai capitato, per fortuna, di utilizzarlo e quindi mi era quasi passato sempre inosservato il servizio di Facebook denominato “Safety Check”. Cos’è: detto in poche parole è lo strumento che il famoso social network mette a disposizione per verificare se amici e parenti stanno bene, se in una zona di crisi, o di attentati, o altro come successo purtroppo oggi, oppure per rassicurare gli altri nello stare bene.

Come me ne sono accorto ? Semplice, due miei amici in queste ore sono a Bruxelles ciascuno per conto suo e, verificando FB che sono miei contatti, mi ha segnalato che sia l’uno che l’altra stanno bene.

Un servizio semplicissimo perché consente di segnalare le proprie condizioni, e perché consente, senza tentativi estenuanti di cercare di telefonare, di farlo simultaneamente ai propri contatti.

Non appena saputo degli attentati, oggi, Facebook ha attivato il Safety Check e ha consentito a tutti gli utenti presenti nella Capitale belga che ne avessero la necessità e la possibilità di segnalare le proprie condizioni. Fatto ciò i contatti ricevono comunicazione non appena accedono alla loro bacheca. Ecco il link utile a conoscere le info dei propri contatti oppure utili a segnalare le proprie condizioni.

Qui possiamo dire con certezza di avere a che fare con un caso di studio perfetto per parlare dell’utilizzo dei Social Network nelle emergenze.

DiMichele Dell'Edera

11 e 12 Dicembre sono a Smau Napoli, se volete ci vediamo…

300x250Giovedì 11 e venerdì 12 dicembre sono a SMAU Napoli presso lo stand D4 di Zeroventiquattro.it a incontrare coloro i quali vorranno conoscere meglio questo portale on line che dirigo e che dal lontano 2003 approfondisce i temi legati al business, all’innovazione, allo sviluppo dando spazio anche alle idee “verdi” e alle startup.

Venerdì 12 poi terrò un workshop sempre a SMAU alle ore 15 presso l’arena EXPO 2015 dedicato ai miei temi cari e cioè a come un’azienda allesoglie del 2015 deve affrontare il web, pensando non tanto agli strumenti, ma alle strategie che possano consentire di raggiungere gli obiettivi prefissati e mettere su un ecosistema web adeguato allo scopo. Vi aspetto.

Intanto, se volete, potete ancora darmi una mano a completando questo questionario che mi servirà a raccogliere dati peri miei workshop 2015.

Grazie e vi aspetto a Napoli !

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NOTAZIONE ! I dati anagrafici inseriti all’interno del form di informazione serviranno solo all’invio poi del materiale relativo ai risultati del lavoro e non saranno mai pubblicati in alcun modo. 

DiMichele Dell'Edera

Come proiettare le impressioni live dei presenti in un evento con Twitter

Stimolare la partecipazione a un dibattito durante un evento, raccogliere le domande dal pubblico, verificare le impressioni dei presenti è una delle questioni che sempre si pone chi organizza un evento, un convegno, un dibattito.

Se c’è un social network che può favorire questa cosa in modo egregio e semplice, questo è Twitter. Scegliendo un hashtag (una parola preceduta da cancelletto “#” che fa da parola chiave) dedicato alla manifestazione e comunicandolo ai partecipanti in loco e magari anche a quelli che seguono da remoto il dibattito, si può consentire a molti di partecipare facilmente al dibattito.

Come ormai sappiamo tutti, un hashtag è una sorta di parola chiave che consente di aggregare in Twitter (e da qualche tempo non solo in Twitter) i contenuti relativi ad uno stesso argomento.

Qual’è l’idea… L’idea è quelvisible-tweets1la di proiettare durante la manifestazione tutti i Tweet legati a quell’hashtag su uno o più grandi schermi in maniera da compredere le impressioni del pubblico, le curiosità, le domande, gli argomenti dai quali si è restati più colpiti.

Per realizzare questo tipo di operazione, oltre a un computer connesso a internet e a un proiettore in grado di proiettare in tempo reale i vari tweet, è necessario, o meglio, è auspicabile utilizzare strumenti in grado di aggregare i Tweet legati all’hashtag di riferimento e di visualizzarli quasi come fossero slide animate. Questo consente di creare una certa scenografia e di favorire quanto detto prima. Leggi tutto

DiMichele Dell'Edera

Strategie, Contenuti, Social Media Optimization, come cambia, su web, la strada verso il successo

bivio1Se il 2013 è stato l’anno che ha consacrato i contenuti come fondamentali per l’affermazione di un’azienda, un brand, un prodotto, sulla rete, il 2014 è l’anno dell’esaltazione di questo concetto e, quindi, anche dell’aumento esponenziale della produzione di contenuti da parte degli attori della rete.

Bisognerà avere la capacità di emergere in quello che certamente sarà un mare di contenuti.

A questo punto chi vincerà, chi avrà successo?

Vincerà chi saprà coniugare, in un progetto di utilizzo del web, come canale di vendita o di potenziamento del proprio mercato, la propria capacità di analisi, le giuste conoscenze delle dinamiche della rete, dei suoi strumenti e dei suoi attori, con una capacità strategica e di verifica periodica dei risultati rivenienti dalla propria attività on line. Senza dimenticare la prontezza e la capacità di correggere la rotta, ove necessario.

Strategie, qualità dei contenuti e un’intensa attività di Social Media Optimization aiuteranno i protagonisti della rete ad avere successo.

Proveremo a raccontarci questa strada verso il successo e le sue tappe qui, sul mio blog, e nelle varie tappe di SMAU 2014, a cominciare da Bari

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