C’è ancora chi pensa che è una questione di comunicazione

Mi capita spesso di chiacchierare con imprenditori che pensano che, delegando la comunicazione dell’azienda a una terza parte si sono liberati di questo onere.

C’è poi chi pensa che la comunicazione sia una branca dell’azienda completamente a sè stante e che quindi una volta organizzata sarà lei a operare in autonomia.

Possiamo dire che la comunicazione dell’azienda è un output rispetto all’attività aziendale ?

Possiamo dire che senza gli input fatti di: strategia, visione, organizzazione, coinvolgimento, rete di relazioni fuori e dentro l’azienda la comunicazione del terzo millennio non ha ragione di esistere ?

Direi di si. Possiamo avere dei bravissimi esperti in comunicazione, ma se non forniamo loro “benzina” e “linfa vitale” essi potranno anche partire con entusiasmo, ma prima o poi si fermeranno perché avvertiranno una forte dicotomia tra ciò che pubblicano e condividono e ciò che l’azienda realmente fa.

L’Azienda di contro si renderà conto che pur avendo investito in uomini e/o mezzi non avrà ottenuto risultati apprezzabili e dirà che quelli della comunicazione non ottengono risultati.

Ecco, è il caso di ripensarsi. Oggi la comunicazione è complessa. Non è un fatto di sola creatività, ovviamente sempre importantissima, anzi è fondamentale, ma è un dato di fatto che senza un pieno coinvolgimento dell’impresa nel comunicare essa sarà asfittica perché perderà presto di propulsione.

Se fino a ieri la comunicazione raccontava l’azienda, oggi la comunicazione è l’azienda, con la sua mission, i suoi valori, le sue “persone”, i suoi clienti, i suoi partner, i casi di successo. L’azienda si racconta, ma soprattutto l’azienda è raccontata da chi la vive e da chi ha avuto o ha a che fare con essa… Leggi di più a proposito di C’è ancora chi pensa che è una questione di comunicazione

Il 23 a SMAU Milano: Il web, uno strumento per fare business, tra strategie, strumenti, organizzazione aziendale

Il web, non è una “presenza”, “segnaposto” aziendale, ma uno strumento per fare business. Per poter essere efficaci su web non parleremo più solo di sito, portale, ma di ecosistema web. Cioè un insieme di strumenti usati in modo strategico (portale aziendale, social network, blog, ecc.) con obiettivi chiari di business e con una pianificazione […]

Ma la parola “successo” è ancora la più adatta ?

Al mondo non siamo soli

Mi ci ero (sono) abituato anche io e, ad ogni piè sospinto, ad ogni presentazione di una possibile consulenza, ad ogni preventivo, ad ogni relazione inserivo (e forse inserisco ancora) la parola “successo”.

Parola bella, fa molto americano, fa subito immaginare un’impresa, un professionista che raggiunge il tetto del mondo nel suo ramo e nel suo territorio e ottiene ottimi risultati.

E allora tutti noi a convincere i nostri clienti che senza di noi sarà difficile raggiungere il “successo”, senza di noi non è possibile “vincere” la partita.

Allora mi chiedo e vi chiedo: “Ma se tutti raggiungono il successo, chi emergerà ?”

Mi suona un po’ come il tutti colpevoli nessun colpevole. Tutti raggiungono il successo, quindi nessun successo è raggiunto.

Siamo certi che sia questa la sfida ?

Certo vendere tanto è un successo ovviamente. Ma un’azienda, un imprenditore deve pensare solo a sè stesso (al proprio successo) o deve essere attento alla soddisfazione (all’ascolto) del proprio cliente e quindi di conseguenza poi alla propria soddisfazione che non è e non può essere solo economica, ma anche professionale.

Sono bravo non perché sto sul podio, ma perché aiuto i miei clienti a partecipare, magari a non arrivare ultimi, ma a partecipare ad avere la soddisfazione di arrivare al traguardo e non di “arrivare” sempre e comunque primo.

La balla della “crescita” perpetua e della vittoria a tutti i costi ci ha fatto perdere di vista il fatto che si possa vivere bene, agiatamente, senza per questo essere a tutti i costi “un vincente”.

Attenzione non sto dicendo né di accontentarsi, né di volare basso, sto dicendo che, forse i nostri linguaggi fatti troppo da squilli di tromba e rullo dei tamburi, da saluti alla bandiera ecc. ecc. sono scene più da film che da realtà. Leggi di più a proposito di Ma la parola “successo” è ancora la più adatta ?

Quella necessità di essere on line, quella necessità di essere mobile

mobileinternetSe gli italiani sono un popolo sempre connesso grazie all’utilizzo di Smartphone e Tablet, se vivono questa loro seconda dimensione e se, come dicono molte statistiche, cercano on line le risposte alle loro domande di acquisto, sia esso un prodotto turistico, sia esso un prodotto dell’elettronica, un libro o un tavolo al ristorante più vicino.

Il “lo ha detto la televisione” è stato sostituito da tempo dal “l’ho visto su internet”, ho dal, più recente, “ho visto delle recensioni ottime”.

Tutto questo ci dice che ormai la presenza attiva su internet di aziende e professionisti è una necessità imprescindibile. Questa presenza però va progettata e programmata, perché cambiano le modalità ogni giorno di più. Perché non è pensabile che oggi ci siano ancora siti internet  che non tengano conto del mobile, perché non è pensabile che non ci sia, oggi, possibilità di interagire con l’azienda o con il professionista.

Un sito, un blog, deve essere quantomeno Responsive se non proprio mobile (magari con Web App annessa) o addirittura, ove necessario, prevedere che ci sia un App vera e propria da installare sui vari dispositivi e sui vari sistemi operativi da Android, a IOS, a Windows mobile.

Sempre più, dal mio punto di vista, l’online non sarà disgiunto dal offline cioè sempre più le due facce della stessa medaglia aziendale saranno sia pure nella loro autonomia, collegate e si “aiuteranno” a vicenda. Leggi di più a proposito di Quella necessità di essere on line, quella necessità di essere mobile

Nel 2015 l’azienda che vuole usare il web per fare business dovrà cambiare

happy2015onlineE’ come, nel corso degli ultimi due, tre anni, si siano composti i pezzi di un puzzle complesso attorno all’utilizzo del web, non come “presenza”, “segnaposto” aziendale, ma come strumento per fare business.

Siamo appena reduci dalla notte di San Silvestro e non vi tedierò molto di più di quanto non possa essere utile, ma credo sia necessario definire alcune cose per il web che verrà in questo 2015.

  • Non si parlerà assolutamente più di sito web, portale, ma di ecosistema web. Cioè un insieme di strumenti usati in modo strategico, con obiettivi chiari di business e con una pianificazione dei contenuti e delle attività di engagement e “vendita” definite nei particolari.
  • Qualche anno fa tenni una serie di workshop “predicando” la necessità di avere in azienda un “social CRM” cioè una piattaforma in grado di gestire anche le relazioni rivenienti dalla rete e in grado di fare tesoro di tali informazioni. Ebbene per quest’anno e per il futuro dico che non solo gli strumenti devono essere in grado di supportare l’attività aziendale on line nel suo svolgersi, ma anche che, necessariamente, l’azienda (ma anche qualsiasi altro soggetto che intende intraprendere una strada su web) deve decidere, anzi deve fare una scelta di campo sul come organizzarsi e su come “vivere” questa sua esperienza.
  • Non si mette on line una “soluzione”, in campo, sul web, si mette in campo l’azienda, com’è o come vuole essere rispetto a questo nuovo mercato, con la sua filosofia, con le sue persone, con i suoi valori. Non una soluzione quindi, ma “l’essenza” stessa dell’azienda, con il suo metodo di lavoro, con la sua attenzione ai clienti.

Non una Soluzione, un Metodo -Presi qualche anno fa in prestito da Johann Wolfgang Goethe la frase:

“Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura;
tenere conto delle informazioni che ci vengono date
è cultura”

Una frase che mette al centro la nostra capacità di essere persone prima che aziende, la nostra capacità di relazionarci, la nostra capacità di apprendere “ascoltando”. Leggi di più a proposito di Nel 2015 l’azienda che vuole usare il web per fare business dovrà cambiare

Strategie per il web, ecco le slide presentate a Smau Napoli 2014

E’ la versione ultima del 2014 presentata nelle varie tappe di Smau delle slide dedicate alle strategie per il web, al valore dei contenuti. A Napoli abbiamo finalizzato meglio il “come si parte”… rispetto a un progetto on line… Nel 2015 qualcosa di ancora più articolato e approfondito proprio su come si mette in campo […]

Strategie per il web, contenuti, social media optimization – smau 2014 – milano – Le SLIDE

Ecco le slide che ho presentato lo scorso 22 ottobre a SMAU Milano. Ho parlato di Strategie per il web, contenuti, social media optimization, come impostare un ecosistema web, come partire con progetto attuabile. Buona visione e sempre disponibile per chiarimenti e supporto. Scrivetemi: michele.delledera@gmail.com     [slideshare id=41147536&w=476&h=400&sc=no]

Raggiungere il successo su web, strategie, ne parliamo a Smau Milano il 22 ottobre

Sono tante le componenti che possono contribuire al successo di un progetto di e-business qualunque siano le sue finalità. Come sempre da non dimenticare: Il Sogno, la vision dell’imprenditore L’analisi delle difficoltà a cui si andrà incontro La conoscenza della rete e dei suoi protagonisti la conoscenza degli strumenti La programmazione del lavoro da fare […]

Sanità privata e digitale, ipotesi di lavoro, nasce l’Health Incoming ?

Ipotizziamo che a partire per il progetto di incoming sanitario di cui parlavo nel post precedente sia un gruppo di cliniche private oppure un gruppo unico aziendale che però gestisca più cliniche ciascuna con le sue peculiarità e specialistiche e territoriali.

Attorno al progetto allora è ipotizzabile costruire un gruppo di lavoro (fatto di consulenti esterni e di personale interno ad hoc) dedicato per la realizzazione del piano operativo di marketing digitale, che svolga almeno queste tre attività essenziali:

  • gestire le relazioni con le aziende ospedaliere;
  • inserire e aggiornare i contenuti del portale, formare e supportare i referenti delle singole aziende;
  • definire e gestire le attività di marketing digitale e lo sviluppo delle relazioni attraverso i vari strumenti che la rete mette a disposizione.

Il percorso utile a partire in modo corretto e ad ottenere i primi risultati si può sviluppare in un arco temporale di 12/24 mesi, durante i quali tutti gli strumenti da mettere in campo vengono pensati, realizzati e resi operativi, andando ad individuare passo dopo passo le cose da fare, cosa implementare e, in funzione delle necessità di marketing e comunicazione, cosa comunicare e cosa controllare per verificare i risultati raggiunti di volta in volta, e verifica dopo verifica del lavoro svolto, si va ad individuare le attività da mettere in atto per correggere la rotta, nel caso in cui gli indicatori segnalino risultati molto diversi dagli obiettivi desiderati.

In pratica non si andrebbe a ipotizzare una sterile realizzazione di un oggetto, ma il percorso da svolgere per ottenere il successo prefissato.

Proviamo a ipotizzare il lavoro da fare:

Ovviamente l’idea da cui partire non è quella di creare “un sito internet”, “un portale web”, ma di creare un vero e proprio ecosistema web pensato per la sanità privata in grado di supportare la promozione e comunicazione delle eccellenze, gli standard di qualità e i servizi garantiti, la qualità del personale medico e paramedico in servizio presso le singole strutture ospedaliere, senza dimenticare il contesto territoriale.

Come già detto però, il web non può essere isolato dalle attività di marketing aziendale, ma va integrato, cosicché funzioni da amplificatore e da supporto: la comunicazione on line supporti la comunicazione analogica e quella analogica rafforzi la comunicazione web, sfruttando le peculiarità proprie di ogni mezzo utilizzato.

Un possibile supporto di esperti del web in tal senso potrebbe essere ipotizzato come un percorso di formazione e di consulenza on job, in affiancamento/staff con i manager e gli operatori individuati per la realizzazione e la gestione dei servizi e delle attività da realizzare. Leggi di più a proposito di Sanità privata e digitale, ipotesi di lavoro, nasce l’Health Incoming ?

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