Archivio per Categoria Web 2.0

DiMichele Dell'Edera

Il Negozio è un’opportunità non un problema

Il #negozio di quartiere, il negozio fisico è parte importante di una strategia di #comunicazione e #marketing che punti ad aumentare le #vendite – Il negozio è parte integrante dell’ecosistema di che si mette in campo per migliorare le performances dell’azienda.

DiMichele Dell'Edera

Ecosistema web, come cominciamo in 7 mosse.

Al netto di tutta la parte legata alla fondamentale fase di analisi, di stesura del Business plan, di valutazione delle risorse a disposizione e del mercato, oltre a un’attenta valutazione su strumenti e uomini a disposizione del progetto, proviamo a dire, operativamente come cominciamo:

Mettiamo su la piattaforma software per il content management
Che sia un progetto di e-commerce, o un progetto web dovremo scegliere quale piattaforma CMS (Content Management System) fa al caso nostro, progettare l’albero del sito, procurarci i contenuti e inserirli facendo attenzione che siano pensati anche per una corretta indicizzazione nei motori di ricerca. Il sito va progettato anche in modo tale che garantisca una buona esperienza di utilizzo all’utente.

Creiamo il nostro profilo sulle varie piattaforme social prescelte.
Scegliamo le piattaforme più adatte al nostro progetto d’impresa sulla rete e agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ad esempio: Facebook, Twitter, Instagram e Linkedin.
Su Facebook creeremo la nostra pagina fan aziendale, di store o di prodotto. Su Twitter il nostro profilo, su Instagram la stessa cosa veicolando immagini evocative della nostra attività, della nostra produzione (ad esempio il prodotto base dei nostri prodotti… produciamo birra… che so.. il luppolo) e una pagina Linkedin aziendale. A proposito di Linkedin sarebbe opportuno che anche il personale aziendale e, soprattutto il management, siano presenti anche con profili personali su questa piattaforma per trasmettere l’idea che non c’è solo l’azienda… la Partita Iva, ma le persone dietro quella attività.

E’ fondamentale che i profili aziendali siano completi di tutte le informazioni: breve presentazione aziendale o di prodotto, tutte le possibilità di contattare l’azienda (sito, blog, e-mail, skype, telefono, chat, ecc.), tutti i link necessari a raggiungere più informazioni, tutti gli strumenti necessari affinché chi entra in contatto con l’azienda possa lasciare una traccia… una e-mail ad esempio, con un’iscrizione a una newsletter…

Condividiamo 
Condividiamo i contenuti nostri e di terzi senza avere remore se attinenti a ciò di cui ci occupiamo. Sono i contenuti che aiutano a creare contatti e relazioni.

Costruiamo Connessioni / Relazioni
Sulla rete bisogna andare alla ricerca di contatti. Su alcuni social, soprattutto a livello personale e non come azienda, è possibile andare a richiedere il contatto a chi pensiamo possa essere una persona interessata ai nostri contenuti o semplicemente interessante per ciò che scrive o pubblica. La pubblicazione e la condivisione dei contenuti, l’utilizzo degli hashtag o il taggare nei nostri post altri interlocutori può facilitare il contatto e la relazione che poi va coltivata e resa produttiva in qualsiasi senso noi vogliamo intendere la parola “produttiva”. Potremmo sintetizzare: Deve darci valore e noi dobbiamo dare valore.

Integriamo i vari canali tra loro (se lo riteniamo utile o valido per noi)
C’è la possibilità di connettere molti canali social e web (siti, blog) tra di loro. Se lo riteniamo utile ai nostri obiettivi facciamolo pure. Io resto comunque convinto che ogni canale digitale ha un suo linguaggio e una sua utenza e non sempre ciò che funziona in un canale funzionerà nell’altro. Questa però è una valutazione che dovete fare voi anche in base alle verifiche che andrete a fare nel tempo e al successo o all’insuccesso che avranno i vostri post su un canale piuttosto che su un altro.

Contenuti coerenti ai nostri obiettivi
Ovviamente non possiamo parlare del sesso degli angeli se questo non ha nulla a che vedere con il nostro business. Parleremo di questioni o direttamente connesse al nostro business o in qualche modo correlate. In ogni caso i nostri contenuti dovranno essere: interessanti, divertenti, simpatici, utili o in grado di trasferire valore (qualunque esso sia). Se saranno così risulteranno essere “virali”.

Siamo presenti (presidiamo i nostri canali) 
Se abbiamo messo su un ecosistema web e una serie di canali digitali questi vanno presidiati. Questo sia pubblicando contenuti che gestendo le interazioni che si andranno a creare con i vostri interlocutori. Canali digitali poco aggiornati o che non danno risposte ai propri interlocutori sono canali inutili e presto saranno abbandonati dalla vostra utenza che, a quel punto, risulterà essere solo “di passaggio”.

Buon lavoro !

…e se volete contattatemi !

[contact-form-7 404 "Not Found"]
DiMichele Dell'Edera

Cosa incide su un e-commerce che parte da zero, facendo due conti

Partendo da zero nella costruzione di un e-commerce dobbiamo tener conto di alcuni fattori per poter costruire un vero e proprio Business Plan Digitale:

Dovremo essere in grado di prevedere attraverso calcoli e proiezioni quanto crescerà nel tempo il traffico naturale in arrivo nel nostro sito e quanto sarà “importante” il nostro Carrello Medio, cioè “il valore di riferimento della nostra vendita media” depurata dai valori troppo alti e da quelli troppo bassi.

Come arriveranno i potenziali clienti all’interno del nostro store oltre al traffico naturale ?

Traffico di Ritorno

  • Fidelizzazone del Cliente (couponing – fidelity card)
  • Nel tempo dovrà crescere il numero di clienti di ritorno rispetto al totale.

Traffico da Partnership

  • E’ il traffico che può arrivare grazie all’accordo con altri portali, con altre organizzazioni, con stakeholders e blogger.

Traffico da Pubblicità

  • Ottenuto grazie ad attività di advertising sui motori e sui social

Traffico da Marketing diretto

  • Ad esempio DEM (Direct Email Marketing) da gestire con strumenti di marketing automation in grado di rilevare il comportamento di chi riceve la mail e la bontà delle nostre liste.

Quali sono i termometri che ci consentiranno di capire sostanzialmente che stiamo avendo successo, che stiamo crescendo ?

  1. Con i motori di ricerca i possibili clienti cominciano a trovare il nostro sito grazie all’attività che facciamo on line (SEO e SEM)
  2. Cresce il numero di visitatori
  3. L’engagement, cominciano a chiederci informazioni e noi a rispondere, si crea una relazione.
  4. L’azione: useranno il nostro catalogo e cominceranno a riempire il carrello.
  5. Cominceremo a “convertire” cioè a tramutare quelle azioni e quell’engagement in vendite.

Quali i costi relativi al varo di un sito di e-commerce ?

  • Indagini di mercato
  • Dominio Internet
  • Hosting
  • Fotografie dei prodotti
  • Applicativo e-commerce
  • Descrizione prodotti (copywriting)
  • Eventuale traduzione in più lingue
  • Logo e design del sito
  • Cura e sostegno della brand reputation
  • Costruzione della User Experience
  • Programmazione dell’attività di Social Media Marketing
  • Programmazione e attività di SEO
  • Spese tecniche di Assistenza, modifica e mantenimento (lo staff)…
  • Gestione Customer Care
  • Altro…

E’ importante anche riuscire a ripartire le somme nel tempo, cioè a calcolare quando in effetti arriveranno i singoli costi e come saranno ripartiti nel primo triennio per poter calcolare bene il break even point, cioè quando le nostre spese saranno uguali alle entrate (o viceversa) e quando cominceremo a guadagnare.

Se vendiamo prodotti da spedire e non servizi o prodotti da scaricare dalla rete dovremo tener conto di alcuni costi organizzativi importanti:

  • Costo di lavorazione, di handling (movimentazione).
  • Costi del magazzino
  • I costi di preparazione dei pacchi e delle spedizioni.
  • Gestire quelle in entrata dei resi (direttamente proporzionali all’aumento delle spedizioni).

Dopo di che raggiunto il punto di pareggio e pagati gli ammortamenti del periodo di avvio,  a questo punto, ogni vendita in più ci consentirà di guadagnare.

DiMichele Dell'Edera

Attività sui social network c’è da organizzarsi in azienda

La mia azienda ha deciso che si utilizzino anche i canali social per promuovere l’attività aziendale, che devo fare ?

E’una domanda che ricorre spesso quando ci si ritrova con imprenditori che vogliono andare oltre il proprio sito internet o il proprio portale di e-commerce.

Innanzitutto diciamo che se si decide i canali social lo si fa per fare 5 possibili attività:

  • Creare una community finalizzata ad un determinato obiettivo
  • Potenziare il proprio brand aziendale
  • Migliorare e potenziare la comunicazione aziendale
  • Effettuare attività di Engagement. Fare rete, creare leads utili.
  • Vendere

A seconda dell’obiettivo o degli obiettivi che ci prefissiamo abbiamo bisogno di una strategia generale e di una strategia di lavoro per ogni canale social prescelto.

Abbiamo detto sempre, inoltre, che i social vivono perché sono frequentati da persone per cui l’azienda che decide di utilizzare questi canali deve sapere che oltre al brand aziendale da potenziare è necessario che siano potenti o da potenziare anche i brand personali di tutti coloro i quali direttamente accompagneranno l’azienda sulla rete.

Quanto più saranno conosciute le persone dell’azienda, tanto più sarà riconosciuto facilmente il marchio aziendale che accompagneranno. Senza dimenticare che, se ad esempio ci si fa aiutare anche da stakeholders del settore, sarà più facile essere riconosciuti come azienda credibile e di valore. Attenzione io qui parlo solo di “posizionamento naturale” sui social, se facciamo social advertising è chiaro che potenzieremo il nostro brand o, almeno, aumenteremo la platea che lo segue. Sarà da verificare se questa platea sarà quella utile al nostro brand, ma questo deve essere fatto a monte di una campagna e non solo a valle. Territorio, fascia d’età, interessi, eccetera devono essere impostati per poter raggiungere con una certa precisione il pubblico che ci interessa.

Ma torniamo all’attività delle persone dell’azienda: Bisogna organizzarsi.

Quando si va sui social, e comunque quando si decide di creare contenuti attraverso l’ecosistema aziendale su web e diffonderli, è necessario avere un piano editoriale collegato agli obiettivi di marketing che l’azienda si è posta per il digitale.

C’è poi bisogno di capire chi deve attuare il piano editoriale e sapere che ci si può organizzare sostanzialmente in due modi: con una “redazione” centralizzata, dove c’è uno o più supervisori che devono validare di volta in volta i contenuti o con una “redazione” decentralizzata,dove i diversi attori, sia pur coordinati, seguono il canovaccio delle pubblicazioni e si muovono in modo autonomo pubblicando i contenuti senza ulteriori passaggi…

Voi quale scegliereste ? Datemi qualche risposta che poi ne parliamo !

[polldaddy poll=9761506]

DiMichele Dell'Edera

Oggi parliamo di traffico

No, non voglio annoiarvi con questioni legate all’utilizzo o meno dell’automobile e dei mezzi pubblici, ma  vorrei provare a definire il traffico web che può interessare un sito internet o un e-commerce.

  • In primo luogo possiamo dire che un sito può essere investito da quello che si definisce “Traffico naturale”
  • Molto importante nel tempo il “Traffico di ritorno”
  • Sulla rete non si è soli, per cui creare delle collaborazioni non è male: “Traffico da partnership”
  • Non può essere tutto affidato al lavoro quotidiano, ma qualcosa deve essere spinto: “Traffico da advertising
  • Arrivare direttamente al tuo pubblico, ai tuoi clienti: “Traffico da marketing diretto” (mail-marketing – engagement social)

Il Traffico Naturale

Il Traffico Naturale è caratterizzato dagli utenti che trovano da soli (ad esempio attraverso una ricerca su web il sito vostro sito Internet. All’inizio questo traffico è molto basso.

  • Vanno pianificati obiettivi sostenibili
  • Bisogna iniziare attività di SEM (Search Engine Marketing – spesso a pagamento) e lavorare sull’indicizzazione del sito: SEO (Search Engine Optimization)

Sempre più importante nel tempo è il tasso di conversione degli utenti che visitano il nostro sito, cioè quanti acquistano o quanti ci contattano.

Il Traffico di Ritorno
Se si è bravi nel coinvolgere i propri utenti/clienti nell’attività del proprio sito internet e in qualche modo essi sono spinti a ritornare ecco che si favorisce la Fidelizzazone del Cliente, fondamentale per un’attività comemrciale. E’ fondamentale che il numero di utenti di ritorno rispetto al totale, aumentino in percentuale nel tempo.

Il Traffico da Partnership
E’ il traffico che può arrivare grazie all’accordo con altri portali o con altre organizzazioni. Può esserci uno scambio di link, o di servizi, o di informmazioni. Di solito quando sono gli altri a parlare di noi è molto meglio che essere autoreferenziali. Oggi se c’è un portale che posta un articolo su di noi quello conta molto di più di una nostra pagina “chi siamo”, o “i nostri servizi”.

Il Traffico da Advertising
Non si può prescindere, per un progetto web, dall’ottenere traffico anche da attività di advertising sulla rete, ad esempio: Adwords di Google o Facebook Ads.
Se si vogliono risultati bisogna investire anche in promozione. Pur facendo un ottimo lavoro sul posizionamento naturale del sito questo non sarà mai sufficiente ad imporre il sito al mercato di riferimento in tempi brevi.
Va comunque detto che se non si fa un lavoro serio sul posizionamento organico, il traffico da Advertisng saràsolo un traffico “drogato” che si bloccheràdel tutto ogni volta che si “spegnerà” una campagna.

Il Traffico da Marketing diretto
E’ molto importante avere o generare liste di persone a cui poter inviare nostre comunicazioni. Tali liste possono generarsi grazie all’acquisizione di indirizzi di registrazione al nostro portale, di iscrizione alle newsletter, di contatti presi in store, di contatti acquisiti attraverso l’attività social.  Con questi contatti, previo consenso, è possibile fare a esempio attività DEM (Direct Email Marketing)

 

DiMichele Dell'Edera

#Ux, #WebStrategies e persone, connubio inscindibile, le slide

Ecco le Slide presentate a Smau 2016 di Milano.

 

[slideshare id=68388726&doc=lepersoneprotagoniste-milano2016-161108081153]

Leggi tutto

DiMichele Dell'Edera

Azienda, proposta di valore, user experience, web strategies, è sempre una questione di persone

 

Ho messo al centro delle mie riflessioni rispetto al lavoro da mettere in campo in un’attività che veda protagonista la rete come strumento di comunicazione, relazione o vendita, le persone.

La rete, sia pure come strumento digitale, l’ho sempre vissuta come un “luogo”, una piazza nella quale incontrare persone, professionisti, manager, imprenditori. Quindi persone prima di “partite IVA”.

Un’Azienda quando decide di sbarcare o potenziare il suo business su web, non può che avere bene in mente i suoi obiettivi di business e la proposta di valore che vuole offrire ai suoi clienti. Avere bene in mente le persone che compongono la squadra aziendale, l’esperienza che si vuole offrire ai propri clienti nel processo decisionale che li porterà a scegliere o a vivere l’esperienza d’acquisto, le strategie da mettere in campo sul web.
In tutti questi processi, le persone sono protagoniste ed entrano in relazione.

Clienti, squadra aziendale, utenti del sito e dell’ecosistema aziendale non sono altro che persone. E’ su di loro e con loro che deve essere concentrato il nostro lavoro.

Avrò il piacere di parlare con voi di questo a SMAU il prossimo 26 ottobre alle 12,30, a FieraMilanoCity presso l’Arena Open Innovation a cura di Regione Lombardia. 

Per iscrivervi cliccate qui !

Leggi tutto

DiMichele Dell'Edera

Come faccio a far scadere un post in WordPress ?

Realizzato un sito internet con WordPress, ci può capitare di avere l’esigenza di dover far scadere dei post, oppure, a una determinata data, di spostarli in una determinata categoria.

Di suo, WordPress, non ha una funzione che ci aiuti in questo senso, ma esiste un Plugin veramente interessante che si chiama “Post Expirator”

Con “Post Expirator” l’utente può impostare la data di scadenza del suo post o della sua pagina decidendo dipostexpirator_screenshot-1 cancellare il post, di rimetterlo in bozza, di spostarlo in un’altra categoria, ad esempio archivio.

La data di scadenza decisa può essere visualizzata all’interno del post utilizzando, per ottenere questa informazione in chiaro, il tag [postexpirator].

All’interno del backoffice nella fase di inserimento del post o della pagina avremo, nella colonna destra del CMS (content management system) ci sarà il box dedicato alla gestione della data di “scadenza del Post” non configurandola il post o la pagina resteranno on line sempre e in quella forma come accade normalmente con WordPress. Leggi tutto

DiMichele Dell'Edera

Smart Cities, Marketing territoriale, Fare Impresa, le slide presentate a SMAU Napoli 2015

Eccole:
[slideshare id=56294851&doc=smartcitymarketingterritorialefareimpresa-151219083855]

DiMichele Dell'Edera

Nel 2015 l’azienda che vuole usare il web per fare business dovrà cambiare

happy2015onlineE’ come, nel corso degli ultimi due, tre anni, si siano composti i pezzi di un puzzle complesso attorno all’utilizzo del web, non come “presenza”, “segnaposto” aziendale, ma come strumento per fare business.

Siamo appena reduci dalla notte di San Silvestro e non vi tedierò molto di più di quanto non possa essere utile, ma credo sia necessario definire alcune cose per il web che verrà in questo 2015.

  • Non si parlerà assolutamente più di sito web, portale, ma di ecosistema web. Cioè un insieme di strumenti usati in modo strategico, con obiettivi chiari di business e con una pianificazione dei contenuti e delle attività di engagement e “vendita” definite nei particolari.
  • Qualche anno fa tenni una serie di workshop “predicando” la necessità di avere in azienda un “social CRM” cioè una piattaforma in grado di gestire anche le relazioni rivenienti dalla rete e in grado di fare tesoro di tali informazioni. Ebbene per quest’anno e per il futuro dico che non solo gli strumenti devono essere in grado di supportare l’attività aziendale on line nel suo svolgersi, ma anche che, necessariamente, l’azienda (ma anche qualsiasi altro soggetto che intende intraprendere una strada su web) deve decidere, anzi deve fare una scelta di campo sul come organizzarsi e su come “vivere” questa sua esperienza.
  • Non si mette on line una “soluzione”, in campo, sul web, si mette in campo l’azienda, com’è o come vuole essere rispetto a questo nuovo mercato, con la sua filosofia, con le sue persone, con i suoi valori. Non una soluzione quindi, ma “l’essenza” stessa dell’azienda, con il suo metodo di lavoro, con la sua attenzione ai clienti.

Non una Soluzione, un Metodo -Presi qualche anno fa in prestito da Johann Wolfgang Goethe la frase:

“Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura;
tenere conto delle informazioni che ci vengono date
è cultura”

Una frase che mette al centro la nostra capacità di essere persone prima che aziende, la nostra capacità di relazionarci, la nostra capacità di apprendere “ascoltando”. Leggi tutto

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi