Archivio per Categoria Social Networking

DiMichele Dell'Edera

Aziende, ecosistema web e utilizzo dei social network, quali strategie. Le slide

destinoCiascuno è artefice del proprio destino. Non possiamo dire che non sia vero, e che non sia vero anche quando si parla della propria presenza su web.
Se fino a qualche anno fa eravamo convinti che il sito internet “rappresentasse” la presenza su internet dell’azienda, oggi non possiamo non parlare di ecosistema web aziendale.
Un ecosistema che vede, sicuramente, protagonista ancora il sito internet aziendale, ma come luogo di atterraggio, come punto di arrivo dell’utenza che si riesce a coinvolgere attraverso il web con i molteplici strumenti web based che si metteranno in campo.
La presenza e l’attività sui diversi social network, una buona attività di Social Media Optimization, un costante lavoro di coinvolgimento e di engagement, la capacità di “fare tesoro” dei dati e delle azioni che mettiamo in campo sul web, sono, ormai attività irrinunciabili per un’azienda.
Mettere insieme strumenti di comunicazione (sito, blog, social network, ecc) e di organizzazione aziendale (ad esempio il CRM) in modalità web-based non è un’attività banale, quindi, va pensata e programmata in modo strategico, magari con l’aiuto di un manager o di uno staff specializzato in tale attività. E’ un’attività che però l’azienda non può delegare in toto e, soprattutto, per troppo tempo.
Ci potrà essere un affiancamento, potremmo dire anche una sorta di temporary management aziendale legato all’attività web-based, ma poi l’azienda dovrà camminare da sola (o al massimo accompagnata). Perché ciascuno, come detto, è artefice del proprio destino.
Ecco, nella nostra chiacchierata parleremo di questo, cercando di approfondire strategie e modalità per mettere su un buon ecosistema web aziendale.

Ne abbiamo parlato a SMAU Milano lo scorso 24 ottobre, ecco le slide.

 

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Proviamo ad approfondire ?… Scrivimi !

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DiMichele Dell'Edera

Smart City, Smart Citizen, Smart Community, quale il ruolo del web 2.0 ecco le slide.

In un periodo in cui la crisi morde anche e, direi soprattutto,  gli enti pubblici più vicini ai cittadini, e cioè i comuni, si ha bisogno di amministratori che vogliano restare fedeli al loro mandato di trasparenza e di erogazione di servizi utili alla città.
smartcityfuturoUn corretto monitoraggio del territorio, una capacità di intervento immediata e utile ad eliminare disagi e disservizi, l’ascolto dei cittadini e il dialogo con essi, spesso necessita di un’organizzazione di uffici e personale che non tutti i comuni sono in grado di permettersi.
E allora ? Allora bisogna aguzzare l’ingegno e cominciare a tirare dalla propria parte le nuove tecnologie informatiche e della comunicazione e, perché no, anche i cittadini.
I Social Network che, sia pure con qualche difficoltà, sono entrati nelle prassi di utilizzo quotidiano delle aziende italiane, stentano ancora a far breccia tra le mura delle nostre istituzioni territoriali.
In fondo c’è da capire la difficoltà di enti da sempre abituati più al “parlare” che “all’ascoltare” che di punto in bianco si troverebbero a gestire una mole di “dialoghi” con i propri cittadini molto vasta.
Eppure si può fare utilizzando gli strumenti e gli accorgimenti giusti i Social Network, le tecnologie informatiche, la rete, i sistemi mobile e di geolocalizzazione, la cartografia on line, possono trasformarsi in breve da “problema” per l’ente in risorsa.
Del resto, cosa c’è di più naturale di un URP, o di un ufficio stampa che sposi le tecnologie 2.0 ? Non sono stati pensati per comunicare con i cittadini e con i media ?

Abbiamo parlato di questo a SMAU Milano 2013, ecco le slide presentate durante il mio workshop

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DiMichele Dell'Edera

Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’ascolto

Two twin little sister girls whisper in earSe c’è una cosa nella vita di tutti i giorni che non sappiamo fare più, e che invece è di fondamentale importanza, è prestare attenzione a quello che gli altri dicono.

Ciascuno prova con il proprio “tono di voce” a coprire l’altro senza curarsi di quello che sta dicendo.

Siamo nell’era degli urlatori nonostante tutto riconduca, anche gli strumenti web 2.0, a una vita fatta di relazioni e non di sola comunicazione.

Quando ci si vuole divertire in un gruppo di persone e si vuole stimolare la capacità di ascolto (magari provate a farlo)dell’altro ci si mette in cerchio, spezzando a un certo punto questo cerchio. In quel punto si mette l’animatore del gioco che sussurra all’orecchio della persona alla sua sinistra (o alla sua destra) una piccola frase con l’impegno che questi sussurri alla persona al suo fianco la stessa frase. Il gioco consiste nel far arrivare questa frase così com’è partita all’ultima persona del cerchio, quella che si trova alla destra dell’animatore del gioco. A questo punto l’ultima persona ripete ad alta voce la frase. Non si è mai verificato un caso in cui la persona che chiude il gioco dica la frase esattamente come sia partita…

Un po’ partendo da questo gioco, ho provato su Facebook, a seguire delle discussioni partite da post con tematiche precise, ebbene dopo 10/20 post al massimo il tema della discussione è quasi totalmente cambiato o non ha avuto più alcuna attinenza con ciò che in partenza era stato scritto.

Questo vuol dire che siamo sempre più portati a dire il nostro punto di vista, piuttosto che ascoltare quello degli altri, o, addirittura a dire la nostra a prescindere dal fatto che gli argomento di partenza sia in qualche modo collegabile a quello è il nostro intervento.

Eppure l’ascolto è fondamentale. Perché per fare in modo che le idee, i progetti, i prodotti le proposte circolino, c’è bisogno di condividerle e farle condividere e per creare relazione c’è bisogno di conoscere il punto di vista di chi ci sta di fronte… E come fare a conoscere il punto di vista dell’altro se non ascoltandolo…

L’ascolto è la base di partenza per poter impostare in modo nuovo e adeguato la propria vita professionale e aziendale.

Per Contatti e approfondimenti non esitate a scrivermi:

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DiMichele Dell'Edera

La SEO è morta !? Viva la Social Media Optimization !

seo-vs-smo Intitolava così un articolo di Tim Anderson “The Guardian” alla fine dello scorso luglio. Provo a riportare tali tesi.

Mentre i risultati di ricerca di Google buttano fuori sempre più annunci, utilizzare la SEO per raggiungere il pubblico sta diventando sempre più inutile, e aggiungerei io più difficile.

La domanda è: Può la Social Media Optimization essere la risposta a un’indicizzazione nei motori sempre più sostituita da annunci pubblicitari (AdWords) di vario genere?   Oggi le aziende, coloro che investono in comunicazione su internet, hanno bisogno di prendere in considerazione il fatto che l’interazione sulla rete è sempre più incentrata sul cliente, anzi, direi, instaurata con il cliente. Ecco che l’attenzione nell’ottimizzare la propria comunicazione deve essere sempre più rivolta all’attività che si svolge sui (nei) Social Network, piuttosto che puntare semplicemente a un’attività, sia pure strategica, dedicata all’ottimizzazione delle pagine web nella speranza che Google & C. possa prenderle in considerazione.

La Search Engine Optimization (SEO) è sempre stato un modo di operare, se vogliamo imperfetto. Molto spesso ci si è limitati a migliorare i contenuti web per i robot dei vari motori di ricerca rendendoli però illeggibili o poco chiari per i lettori, per gli utenti dei siti in questione. Senza contare la possibilità di sbagliare la frase di ricerca veramente “ricercata” dagli utenti.

In altri casi, magari si è scelto, ad esempio titoli di pagina incomprensibili ai più tranne che agli algoritmi di ricerca. Mi si dirà, ma se sei un buon SEO Specialist allora questo non accede, vero, ma non sempre.

Secondo Anderson la SEO sta morendo tanto è vero che lui cita un post, diciamo “scottante”, di Dan Graziano nel quale si cita una ricerca effettuata sui risultati proposti da Google nella quale si svela che solo il 13% dei risultati di una ricerca sono “organici”, “il resto sono pubblicità e spazzatura”.

Inoltre, nell’articolo è citato un rapporto di Forrester su come gli utenti della rete nel 2012 hanno trovato i siti da loro ricercati. Il rapporto mostra come i social media stiano recuperando terreno rispetto alla ricerca sui motori e che attraverso di essi vengano raggiunti il 32% dei siti cercati a fronte del 54% raggiunto attraverso la ricerca sui motori.

Un’altra ragione che spinge a pensare che la SEO tradizionale sia in declino è l’utilizzo sempre maggiore di dispositivi mobili che ovviamente puntano sempre più a restituire risultati geolocalizzati magari attraverso l’utilizzo di App.

Forse oggi è meglio cominciare a pensare di interagire direttamente con i propri clienti o potenziali tali. E’ meglio cominciare ad organizzare una migliore comunicazione sui social network anche per meglio essere presenti e visibili sui motori di ricerca.

Le raccomandazioni, il conteggio degli amici o dei fan, dei follower e il loro coinvolgimento potrebbe portare, se fatto bene sempre maggiori risultati per il sito che si intende promuovere. Molto più di un qualsiasi algoritmo non di vostra proprietà

Ma cosa significa ottimizzare l’attività sui social? Ovviamente la comunicazione, anzi la conversazione che va messa in piedi deve essere ben pensata e coinvolgente  che si usino immagini, video, testi, un bel titolo, un sondaggio o qualsiasi altra cosa. L’obiettivo, appunto è essere coinvolgenti e non pensare solo di trasmettere messaggi. Un messaggio senza ritorno è come una bottiglia inviata da un’isola deserta che non raggiunge il destinatario.

Bisogna imparare ad “ascoltare” i dialoghi sui social e agire sui risultati che vengono fuori. Bisogna imparare ad utilizzare un buon hashtag su Twitter, significa essere reattivi e presenti, significa saper rispondere cordialmente, esaurientemente e tempestivamente.

Importante è poi saper integrare i vari canali e fare in modo che puntino al target, sito, prodotto, landing page, azione concreta (acquisto, iscrizione newsletter ecc.) che si vuole ottenere dai vostri contatti.

Ovvio, non è che queste cose siano facili da implementare dalla sera alla mattina, ma oggi supporto e consulenti, tecnologie, formatori possono aiutare l’azienda a fare le scelte giuste e a mettere in campo un potenziale in grado, magari, di incrementare le vendite, ma anche e, soprattutto, di trasformare l’esperienza del cliente.

Il SEO sta morendo? Cambierà ? Una cosa è certa, quello di oggi non ci mancherà !

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DiMichele Dell'Edera

Pmi e web 2.0 una questione di organizzazione e strategia

socialandpmiIl web oggi mette a disposizione delle PMI un ambiente favorevole per ottimizzare la propria organizzazione liberando tempo e risorse per gli obiettivi di business aziendali.

Il Web deve essere considerato per due possibili tipologie di applicazioni: una rivolta all’utilizzo di software per la gestione e il controllo dell’azienda in modalità web-based o in cloud, l’altra volta alla promozione dell’azienda, all’engagement, alla vendita on line.

Utilizzare soluzioni web-based facilita la gestione, diminuisce la necessità di investimenti in infrastruttura consente l’accesso alle stesse da qualsiasi postazione l’importante che sia connessa ad internet.

Proprio per questo massiccio utilizzo della rete è sempre più presente, credo che l’utilizzo del web, anche per migliorare la visibilità dell’azienda e per aggredire un vero e proprio mercato che “vive” su internet, oggi la presenza sui social network non solo è necessaria, ma strategica.

Ne ho parlato a Bologna, lo scorso 5 giugno a SMAU Business. Ecco le slide che ho utilizzato.
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DiMichele Dell'Edera

A Bologna il prossimo 5 Giugno per #SMAU

Web20_enIl prossimo 5 giugno non mancherò alla tappa Bolognese di SMAU Business 2013. Terrò  due workshop su temi che mi stanno particolarmente a cuore, quello delle Smart Cities  e della capacità di coinvolgere i cittadini nella vita della città stessa, quello dell’utilizzo del Web 2.0 e dei Social Network nelle PMI.

Vi aspetto Numerosi… Non dimenticate di prenotarvi

DiMichele Dell'Edera

La mia intervista a Social-Mente di Radio Sapienza

social-menteLo scorso 23 aprile sono stato ospite della trasmissione “Social-Mente” di Radio Sapienza la web radio dell’Università “La Sapienza” in Roma. Abbiamo parlato di Social Network.

Chi, vuole parlare con me di Social Network in azienda, sarò a Foggia presso la sede CDO (via Gramsci, 39) il prossimo 8 maggio alle 15,30. Per iscriversi cliccare qui

Ecco come è stata presentata la puntata sul sito di Radio Sapienza:

“L’effetto dei social network sul comportamento delle persone, il cyberbullismo e il gossip : sono questi i temi principali della terza puntata di Social-Mente, il tutto ovviamente visto attraverso gli occhi dei social network. Inoltre un piccolo esperimento di tweet-giornale radio di gossip. In collegamento telefonico il giornalista Michele Dell’Edera che si occupa di comunicazione, informazione e marketing.”

Ascolta la puntata (il mio intervento intorno al minuto 15.)

DiMichele Dell'Edera

La rete, l’espressione democratica e la partecipazione democratica

foto de "il Mattino di Parma"L’avvento di Grillo e il successo del 5 Stelle nonché una mitizzazione dei social network  negli ultimi anni da parte dei media più tradizionali quale Tv e stampa, hanno creato nell’immaginario collettivo e in molti commentatori politici, e non solo politici, la convinzione che esista una sorta di soggetto terzo con il quale interloquire oltre che con i cittadini.

Questo soggetto terzo si chiama (o viene chiamato) “la rete” (internet in pratica) e viene considerato una sorta di soggetto collettivo in grado, da solo quindi, come soggetto, di rappresentare istanze, di far trapelare opinioni, di poter essere esso stsso espressione democratica.

Un po’ come dire “la piazza”, “il popolo”, “la gente”.

L’avvento di internet e dei social network in particolare sono stati e sono una grande occasione per aumentare e diffondere la conoscenza dei fatti, di consentire e moltiplicare spazi di espressione, di condividere e contrastare spazi di pensiero ed espressione fino ad oggi impensabili.

Internet, il web 2.0, consente oggi quello che potremmo definire un enorme e importantissmo luogo di espressione democratica, un luogo in cui chiunque, anche senza essere un grande leader o avere grandi mezzi a disposizione può esprimere un proprio parere, far conoscere il proprio disappunto, promuovere una partecipazione più attiva alla cosa pubblica.

Ma da qui a dire che attraverso la rete si ha “la partecipazione democratica” ce ne passa. Consentire la partecipazione democratica vuol dire che io consento a tutti di esprimere un proprio parere, o addirittura un proprio voto senza barriere di alcun genere. Per quanto tecnologicamente questa cosa sia possibile teoricamente oggi, nella pratica non lo è. Tra l’altro, è vero che la partecipazione è libertà di partecipare o meno a un evento, ma quest’azione si può definire democratica solo e se consente a tutti (a chiunque lo voglia fare, anzi, meglio, a chiunque è chiamato a farlo) di partecipare.

Oggi la partecipazione democratica dei cittadini italiani è garantita (con tutte le storture del caso nelle quali non mi addentro) dal voto, dalla possibilità di votare dei partiti che a loro volta (con il “porcellum”) sostanzialmente nominano i loro rappresentanti… Non è il massimo, ma questa è la democrazia che abbiamo.

Dire che tale democrazia può essere sostituita, o è meno leggittimata, da una consultazione libera on line è un falso intellettuale oltre che tecnologico.

“La rete”, sono il primo a dirlo, è uno stupendo strumento di espressione democratica, un luogo, come detto dove sono liberissimo di esprimere e far condividere ad altri un mio parere, un po’ come in una piazza moltiplicata (volendo e sapendo) all’infinito.

Attraverso la rete le città possono raccolgiere i pareri dei propri cittadini, divulgare documenti, ascoltare e accogliere istanze, chiedere idee e tanto altro ancora, ma se si vuole che tutti i cittadini si esprimano non c’è altro strumento che il voto (referendum o elezioni politiche ed amministrative). Questo a prescindere da quale tecnologia o strumento di voto si voglia mettere in campo.

“Io Stato” ho il dovere di garantire la partecipazione democratica di tutti i cittadini, quindi fino a quando ci sarà anche un solo cittadino non in grado di votare per via elettronica o via web io ho il dovere di montargli il seggio, di fornirgli la matita e la scheda elettorale.

Paragonare poi, oggi e sottolineo oggi,  l’esito di una consultazione on line (che altro non è che un sondaggio non scientifico) con un esito elettorale ce ne passa.

Allora benissimo i 5 stelle nel coinvolgere i cittadini nella partecipazione alla politica attraverso la rete e sarebbe bene che anche gli altri partiti imparassero a farlo, ma da qui a dire che nella “rete” (un po’ come nel Verbo) risiede la verità ce ne passa…

Un’ultimissima notazione, quando come formatore parlo ai più di rete, web 2.0, social network dico sempre che la prima dote di chi vi si affaccia ai social è la capacità di ascolto

Ebbene è proprio quella che è mancata e ancora manca alla classe politica italiana sia essa on line sia essa off line…

Michele Dell’Edera

 

DiMichele Dell'Edera

Cosa rende Smart una città ?

Smart-Cities_sce2012Diciamocela senza andare troppo per le lunghe. L’aggettivo “Smart” (intelligente) è usato e abusato e, in fondo, anche io ne sto abusando per parlarvi di una cosa che potrebbe anche essere “obvious” (ovvia) più che intelligente.

Le città hanno il dovere di comunicare e di rendere fruibili per i loro cittadini dei servizi senza bisogno che essi si muovano dalle loro abitazioni per recarsi presso gli uffici competenti.

Una città può essere partecipata e il suo sviluppo condiviso senza la necessità di organizzare ogni volte un incontro pubblico o un coinvolgimento formale.

Non che gli strumenti di incontro tradizionali e di fruizione diretta dei servizi vadano superati, ma certamente essi possono essere, diciamo così aiutati e supportati da un’intensa e “intelligente” attività on line.

Un’amministrazione pubbica può, anzi deve, anzi dovrebbe, coinvolgere i propri cittadini nella progettazione della città del futuro, nella possibilità di prendere delle decisioni, nella capacità di aiutare i propri amministratori nell’intervenire tempestivamente e quindi nelle segnalazioni, nella doverosa possibilità di erogare servizi efficienti e veloci.

In poche parole una città che ci tiene al proprio futuro e che vive il proprio presente.

Un Ecosistema cittadino, una “Smart Community” come amo chamarla io che mette insieme tutte le sue componenti e condivide percorsi.

Ne parlerò, anzi, ne parleremo a Roma allo SMAU chi vuole sono lì il 21 alle ore 13 in arena Smart City.

DiMichele Dell'Edera

La mia piccola video intervista a #Smau #Bari

uno dei workshop a SMAUEcco la mia piccola video intervista dopo il workshop sulle Smart Cities a Bari lo scorso 6 e 7 febbraio.
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