Udine, la Città diventa Social

In un periodo in cui la crisi morde anche e, direi soprattutto,  gli enti pubblici più vicini ai cittadini, e cioè i comuni, si ha bisogno di amministratori che vogliano restare fedeli al loro mandato di trasparenza e di erogazione di servizi utili alla città.

Un corretto monitoraggio del territorio, una capacità di intervento immediata e utile ad eliminare disagi e disservizi spesso necessita di un’organizzazione di uffici e personale che non tutti i comuni sono in grado di permettersi.

E allora ? Allora bisogna aguzzare l’ingegno e cominciare a tirare dalla propria parte le nuove tecnologie informatiche e della comunicazione e, perché no, anche i cittadini.

Ad Udine, città più grande che al momento ha aderito al progetto, hanno pensato di coinvolgere i cittadini addirittura nel monitoraggio del territorio. Ogni cittadino: può segnalare un problema in una strada tipo un degrado dell’asfalto, una buca, un situazione di pericolo; Può far presente che in una zona vi è una situazione di scarso igiene, un malfunzionamento ad un semaforo, eccetera, eccetera.

I cittadini possono svolgere questo ruolo grazie ad ePart un software messo a punto da un’azienda calabrese in collaborazione con Microsoft. Una volta segnalato il problema l’amministrazione comunale se ne fa carico indicando al cittadino le varie fasi dell’intervento, partendo dal provvedimento amministrativo che determina l’intervento, alla data prevista dell’intervento, alla chiusura del caso. Il tutto in una modalità molto visual, cioè con la visualizzazione di icone di diverso colore indicate sulla mappa della città. Cliccando su ciascuna icona è possibile ricostruire la storia e lo stato dell’intervento.

Di questo software,  Udine, città profondamente social, ne sta facendo un uso notevole con una grande partecipazione dei cittadini. Altre città, anche più piccole, delle diverse zone d’Italia, si stanno avvicinando a questo prodotto, interessante e molto utile anche per gli uffici che offrono servizi diretti al cittadino, come gli uffici tecnici.

Autore dell'articolo: Michele Dell'Edera

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