I MOTORI DI RICERCA DANNEGGIANO I NOSTRI CERVELLI

Secondo un articolo pubblicato da “Telegraph.co.uk” le persone stanno perdendo la capacità di memorizzare le informazioni grazie, o meglio, per colpa dell’utilizzo dei motori di ricerca. Mente di questa teoria è Nicolas Carr.

Secondo Carr internet sta privando il nostro cervello di una delle sue prerogative principali: la memoria.  In pratica, come un atleta, il nostro cervello ha bisogno di allenamento, senza di questo si impigrisce e smette di “lavorare”.

Una delle difficoltà riscontrate, ad esempio, è nella minore capacità di leggere un libro. Secondo Carr più che ricercare interfacce sempre più facili per gli utenti bisognerebbe fare qualcosa per complicare la vita a chi naviga. Chi dovrebbe cominciare a fare questo dovrebbe essere proprio Google che, si sa, è il portale più utilizzato per le ricerche e, secondo alcuni, si identifica ormai in  “internet”.

La risposta di Google però è andata in senso opposto: L’inserimento della funzione “immediata” del noto motore di ricerca che ci suggerisce risultati ancor prima di aver finito di digitare l’oggetto della nostra ricerca non va certamente nell’ottica di complicare la vita ai nostri cervelli.

Carr non si è fermato a criticare internet e, in particolare, i motori di ricerca, ma ha tirato in ballo anche i sistemi GPS che, a suo dire, hanno diminuito la nostra capacità di memorizzare itinerari e quindi ci hanno reso meno capaci di  costruirci delle mappe mentali, di fissare delle immagini e quindi di avere dei punti di riferimento.

Non si è fatta attendere la replica di Google: – la gente vuole avere risposte precise, immediate e facili dal web e noi lavoreremo per questo – hanno detto.

Autore dell'articolo: Michele Dell'Edera

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