SOCIAL NETWORK SI, MA CON MODERAZIONE

E’ notizia di oggi che una mamma america  appassionata di blog e social network ha dato in diretta, o quasi, la notizia della morte del suo figlioletto di due anni su twitter. In pratica appena dopo l’incidente capitato a suo figlio la signora ha “cinguettato”: “Per favore pregate come non avete mai fatto, perché il mio bambino di due anni è caduto nella piscina…”. Non sto qui a dare alcun giudizio morale sulla persona perchè evidentemente la signora ha reputato la “comunità” più importante di “amici e conoscenti” i suoi 5000 seguaci su twitter, però questa mi sembra una stortura.

Come ho già detto in un articolo precedente credo nei social network, sia come luogo per scambiarsi idee che per conoscere nuove persone, che per fare delle azioni di social marketing, ma credo che comunque debba esistere una “comunità reale”, oserei dire “fisica” nella quale riconoscersi e nella quale rifugiarsi quando andiamo incontro ad un grande dolore o ad una grande gioia.

Il web va bene, ma ogni tanto guardiamoci negli occhi, abbracciamoci sul serio, condividiamo un sorriso vero… O no ?

Michele Dell’Edera
direttore@zeroventiquattro.it

Autore dell'articolo: Michele Dell'Edera

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