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DiMichele Dell'Edera

Social Network e Azienda. E se invece ci fosse un’organizzazione decentralizzata ?

Dalle risposte che mi avete offerto on line in uno dei post precedenti pare che una certa maggioranza di voi propenda per un’organizzazione decentralizzata rispetto all’uso dei social network in azienda.

Diciamo che questa maggioranza mi trova abbastanza d’accordo, proviamo però anche qui a capire se ci siano pro e contro in questa scelta.

Partiamo dal presupposto che abbiamo effettuato assolutamente alcuni passi che sono fondamentali per partire e che qui, giusto per pro memoria, proviamo a ricordare e cioè:

  • Che ci sia stata un’approfondita analisi della situazione di partenza
  • Che si sia verificato e si sia a conoscenza  del know-how presente in azienda
  • Che gli obiettivi da raggiungere siano chiari (e ovviamente raggiungibili)
  • Che ci sia una strategia ben definita
  • Che ci sia un piano “editoriale” e operativo ben definito, almeno sotto forma di canovaccio da seguire nell’elaborazione del lavoro da parte dei vari componenti dello staff.

Come si un muove un’organizzazione in modo decentralizzato:

  • Ogni parte del team aziendale (quella deputata ad “andare fuori”, a comunicare e a creare relazioni), a seconda delle responsabilità partecipa alle attività sui social
  • L’interazione con i possibili interlocutori on line è veloce, ciascuno risponde per le proprie competenze e questo rende più efficace la comunicazione e favorisce la creazione di una community
  • Si riesce ad essere efficaci più in fretta e ad ottenere dei risultati migliori
  • Con un’organizzazione di questo tipo e con l’assunzione di responsabilità da parte di molti, sarà favorito il consolidamento e la nascita di nuove competenze.

Anche un’organizzazione decentralizzata può incorrere in difficoltà:

  • La rinuncia al controllo su un programma social può determinare qualche rischio. Eccesso nell’utilizzo dell’autonomia concessa e possibile rischio per la Brand Reputation Aziendale
  • Le persone affini all’autonomia sono difficili da controllare se non responsabili (fedeli) nei confronti dell’azienda.
  • La collaborazione tra i componenti del team di lavoro può scemare se non c’è un coordinamento che riesce a tenere insieme i vari “pezzi”.

Buon lavoro !

Intanto non posso che segnalarvi un “EcommerceLAB” a cui interverrò e nel quale parleremo anche di queste cose. L’ingresso è libero.

Se vuoi contattami:

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DiMichele Dell'Edera

Ok, ci siamo, arriviamo sui social e la nostra organizzazione è centralizzata

Se dopo esserci posti un po’ di domande, abbiamo preso la decisione di utilizzare i social network per far conoscere meglio la nostra azienda e i nostri prodotti abbiamo alcune cose da fare…

Come prima cosa certamente dobbiamo identificare chi sono le persone da far entrare nel team che segue l’azienda sui social e quali persone potrebbero essere utili al team stesso, ad esempio:

  • Blogger, persone avvezze al digitale, leader, campioni, personaggi influenti, persone in grado di operare con empatia…

C’è da catalogare tutte le attività social già in qualche modo messe in atto in azienda:

  • Si lavora già con i social ? Chi ? Come ? Dove ?

Quali sono i punti di forza del team:

  • C’è comunicazione nel team ? Il reparto IT è efficiente ? La cultura del management è orizzontale ?

Bisogna valutare valutare le debolezze del team, ad esempio:

  • Scarsa comunicazione interna, non esiste un gruppo PR, non esiste una strategia per il mobile, ecc.

Ponendoci alcune domande:

  • A quali canali dobbiamo rivolgerci e perché ?
  • Con quali piattaforme iniziare la sperimentazione ?
  • Quali strumenti per il monitoraggio dell’attività ?
  • Esiste un CRM, una piattaforma con cui integrare le informazioni ?
  • Come dividere il lavoro ?
  • Come adeguare l’attività di PR ?
  • Qual è il budget a disposizione ?

Fatte queste premesse, ipotizziamo, di aver scelto, come dicevamo in qualche post precedente, di organizzarci per l’attività social e di averlo fatto pensando a un’ Organizzazione centralizzata, cioè “guidata e supervisionata dall’alto” in azienda:

In questo modo avremo:

  • Un completo controllo del messaggio che andrà fuori dall’azienda
  • Un completo controllo dell’informazione
  • Un completo controllo dell’esecuzione di quanto pianificato
  • Il pieno controllo dei dati relativi ai social
  • Una collaborazione semplificata in quanto il team è eterodiretto

Organizzazione centralizzata potrebbe presentare queste difficoltà:

  • Tutta la pianificazione deve essere creata da zero e a livello centralizzato
  • L’organizzazione centralizzata tende a burocratizzarsi e quindi a rallentare. Questo in un ambito come il web 2.0 dove l’efficacia di un’attività si misura in tempo reale potrebbe essere un problema
  • I toni dei messaggi sono meno spontanei proprio perché non prodotti dalla persona che effettua la pubblicazione, ma dal management dell’azienda.
  • Quest’ultimo aspetto, ovviamente, sui social network può essere un problema
  • L’interazione con possibili interlocutori e lead potrebbe non essere immediata

Contattami se hai qualche domanda o qualche dubbio:

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Ti consiglio di visitare anche “Strategie di Ecommerce”

DiMichele Dell'Edera

Nel 2015 l’azienda che vuole usare il web per fare business dovrà cambiare

happy2015onlineE’ come, nel corso degli ultimi due, tre anni, si siano composti i pezzi di un puzzle complesso attorno all’utilizzo del web, non come “presenza”, “segnaposto” aziendale, ma come strumento per fare business.

Siamo appena reduci dalla notte di San Silvestro e non vi tedierò molto di più di quanto non possa essere utile, ma credo sia necessario definire alcune cose per il web che verrà in questo 2015.

  • Non si parlerà assolutamente più di sito web, portale, ma di ecosistema web. Cioè un insieme di strumenti usati in modo strategico, con obiettivi chiari di business e con una pianificazione dei contenuti e delle attività di engagement e “vendita” definite nei particolari.
  • Qualche anno fa tenni una serie di workshop “predicando” la necessità di avere in azienda un “social CRM” cioè una piattaforma in grado di gestire anche le relazioni rivenienti dalla rete e in grado di fare tesoro di tali informazioni. Ebbene per quest’anno e per il futuro dico che non solo gli strumenti devono essere in grado di supportare l’attività aziendale on line nel suo svolgersi, ma anche che, necessariamente, l’azienda (ma anche qualsiasi altro soggetto che intende intraprendere una strada su web) deve decidere, anzi deve fare una scelta di campo sul come organizzarsi e su come “vivere” questa sua esperienza.
  • Non si mette on line una “soluzione”, in campo, sul web, si mette in campo l’azienda, com’è o come vuole essere rispetto a questo nuovo mercato, con la sua filosofia, con le sue persone, con i suoi valori. Non una soluzione quindi, ma “l’essenza” stessa dell’azienda, con il suo metodo di lavoro, con la sua attenzione ai clienti.

Non una Soluzione, un Metodo -Presi qualche anno fa in prestito da Johann Wolfgang Goethe la frase:

“Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura;
tenere conto delle informazioni che ci vengono date
è cultura”

Una frase che mette al centro la nostra capacità di essere persone prima che aziende, la nostra capacità di relazionarci, la nostra capacità di apprendere “ascoltando”. Leggi tutto

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