Archivio annuale 2017

DiMichele Dell'Edera

Web strategies: Ma ce le hai le risorse ?

Quello che mi accingo a fare non è certamente un discorso venale. Capita spesso di incontrare possibili clienti che, dopo aver declinato il loro sogno di sbarcare sul web per vendere on line o per fare più engagement e portare più gente nel proprio negozio, nella propria attività, si spaventino nella lettura del preventivo.

Il web di oggi non è un’attività di “presenza” sulla rete, è un’attività di contatto, di diffusione del proprio brand, delle proprie offerte, di promozione dei propri prodotti, di contatto con le persone, di aggiornamento continuo dei contenuti, di realizzazione di foto e video, di stesura di white-paper e pubblicazioni da concedere ai propri clienti, di relazioni da instaurare e sostenere nel tempo.

Il tempo, appunto, è una delle cose fondamentali da investire. Per fare tutto quanto elencato prima c’è bisogno: di studio, dell’approfondimento del mercato on e off line, della valutazione della concorrenza, di studio dei comportamenti dei potenziali clienti sulla rete, di capire come vengono effettuate le ricerche sulla rete, di mettere giù una strategia, di organizzare delle tattiche, di scegliere gli strumenti adatti e implementarli, di avere un piano commerciale, di pianificare i contenuti sui vari canali e produrli, di coinvolgere l’azienda in questa attività, di guardare e analizzare i dati dell’attività in corso, saperli leggere e valutare, saper correggere la rotta… e potrei andare avanti per ore.

Questa sfilza di attività ha bisogno di risorse di due tipi: 

  1. Se si decide di affidarsi a consulenti esterni ci sarà bisogno di affidare loro questo gravoso impegno e fare in modo che lavorino in sinergia diretta con l’azienda sono necessari budget congrui da investire per poterli pagare.
  2. Se invece si pensa di investire sulle persone interne all’organizzazione aziendale, non bisogna cadere nell’errore di pensare che dato che sono interne, dato che già le paghiamo, allora il costo sarà basso.

Se scegliamo l’opzione due, non dobbiamo mai dimenticare il fattore “tempo”. Queste persone avranno bisogno di tanto tempo (senza mettere in campo qui la valutazione della competenza e del tempo che sarà necessario per imparare). Questo tempo, come dice un vecchio adagio è: DENARO.

Quando pensiamo di partire con un’attività di vendita e di favorirla con la rete, non dimentichiamo mai di farci questa domanda:

QUANTE RISORSE INTENDIAMO INVESTIRE ?

BUON NATALE A TUTTI !  

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DiMichele Dell'Edera

Vendere Online, la rete al servizio delle imprese, ecco le slide presentate a SMAU Napoli

Lo scorso 15 dicembre a Napoli durante l’edizione 2017 di SMAU Napoli, nell’arena SMAU Academy ho presentato le slide che vado a pubblicare qui di seguito.

Il titolo del mio workshop era:

Vendere utilizzando la rete: webrooming e funnel di marketing digitale, come cambia il business on line 

Se vuoi approfondire contattami !

DiMichele Dell'Edera

Vendere on line, strategie e opportunità con il Digital Marketing. Ne parliamo a Napoli !

C’è una battaglia in corso tra chi vuole vendere on line e chi vende in negozio ? Una delle due parti soccomberà ? I consumatori faranno una scelta definitiva ?

Io credo che entrambe le parti potranno continuare a fare business a patto che entrambi, negozio on line e negozio fisico utilizzino correttamente e a proprio vantaggio la rete.

Si possono mettere in campo strategie digitali per portare persone nel proprio e-commerce e fare in modo che acquistino attraverso funnel di vendita ben organizzati e un’attività sulla rete appropriata e si può portare persone, lavorando sulla rete in negozio, nel proprio negozio fisico in città, nel quartiere.

Quello che è imprescindibile è l’attività sulla rete per restare agganciati ai propri clienti di sempre e per coinvolgerne di nuovi.

Ci sono due fenomeni oggi on line: lo showrooming, chi va in negozio sceglie il suo prodotto e lo acquista on line, e il webrooming, chi sceglie il prodotto sulla rete e acquista in negozio. Se si riesce a intercettare, a seconda dei propri obiettivi,  ciascuno di questi fenomeni ognuna delle due “fazioni” in guerra riuscirà ad ottenere ottimi risultati di vendita…

Se volete abbiamo l’opportunità di approfondire questi temi il prossimo 15 dicembre a Napoli, presso la Mostra d’Oltremare a SMAU alle 10. L’appuntamento è presso l’Arena Smau Academy. Vi aspetto là e ne parliamo.

Il titolo del Woorkshop è: Vendere utilizzando la rete: webrooming e funnel di marketing digitale, come cambia il business on line – Cliccate qui per iscrivervi

DiMichele Dell'Edera

Il webrooming e i funnel di marketing digitale al servizio delle imprese

Il prossimo 26 ottobre sarò a SMAU a raccontare come utilizzare a proprio vantaggio il webrooming, il fenomeno che vede molte acquirenti cercare i propri prodotti on line e poi recarsi in negozio per fare acquisti e come l’utilizzo del marketing digitale possa aiutare ad “agganciare” nuovi clienti.

Il workshop è utile per: marketer, titolari di store e punti vendita, titolari di strutture ricettive e della ristorazione che operano in ambito territoriale, titolari di aziende di servizi anch’esse con caratterizzazione territoriale. L’appuntamento è a Fiera Milano City presso l’Arena Open Innovation a cura di Regione Lombardia. alle 10.

Per iscriversi al workshop cliccate qui 

Molte dei temi di cui parlerò e di molti altri sono trattati nel blog di Asernet: Strategiedieccomerce.it

DiMichele Dell'Edera

Cosa sai del “tuo” cliente ?

Ecco provate a riflettere… 2 minuti per capire se riusciamo a fare tesoro di quelle “visite” che arrivano nei nostri negozi, uffici, attività, siti internet, e-commerce. Ecco se qualche dubbio vi scatta dopo questo breve video, venite il 5 ottobre in Camera di Commercio a Foggia a: “Store Telling – Come (non) comunicano e quali strumenti (non) adoperano le attività commerciali” (Iscriviti)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=4Ei_QhJzSN8]

DiMichele Dell'Edera

Buon compleanno Google, 19 anni… mi ricordo… e ho toppato…

Ricordo che un bel giorno, anzi un bel 27 settembre 1998, arriva un mio collega in ufficio e mi dice: “oh, hai visto anno fatto un altro motore di ricerca !… si chiama Google”… “Vabbè – dico io -, un altro, ma tanto come farà a battere ‘Altavista’, ‘Excite’, ‘Yahoo’ e company… non è che arriva uno sul mercato e pensa di battere chi da anni già c’è e funziona bene”

Comunque apro “Netscape”, il mio browser preferito all’epoca, e digito www.google.com. Arrivo su una pagina bianca, una barra dove poter digitare la mia ricerca, il tasto “cerca” o “search” non ricordo, e sopra la riga questo logo colorato, quasi olimpico per i colori usati… GOOGLE

Abituato alle pagine abbastanza ricche dei motori di ricerca dell’epoca mi viene subito da dire: “Mah… e come vogliono competere… cosa possono fare… sono così spogli”…

Finita là, continuai a usare “Altavista” e “Yahoo”, ogni tanto “Google”, così per curiosità. All’epoca esistevano anche le directory, non veri motori di ricerca, ma archivi di siti dove per categoria era possibile cercare informazioni e, soprattutto, siti utili. Mi ricordo che all’epoca ce ne erano anche alcuni italiani… Pensate che uno, con i miei soci di Asernet ne avevamo messo su pure noi, si chiamava “Segnalibro.it”… addirittura veniva recensito dalle riviste dell’epoca come una delle migliori directory italiane… ricordi…

Poi con il passar del tempo cominciammo sempre più a usare Google, che, nel frattempo, aveva messo fuori la mitica GMAIL, e poi Analytics, e poi tantissimi altri strumenti, per poi diventare quello che tutti conosciamo oggi… ancor di più con l’avvento del mobile e di Android

Insomma all’epoca “toppai” alla grande.

Si perché all’epoca non capivo che per mettere in campo un qualsiasi progetto, bisogna avere una “vision” chiara, bisogna sapere dove si vuole arrivare, in quanto tempo, con quali risorse e con i passi da fare bene in mente…

Adesso non posso che dire Buon Compleanno Google !

Approfitto per invitarvi a Foggia a “Store Telling – Come (non) comunicano e quali strumenti (non) adoperano le attività commerciali”  

I marchi presenti nella pagina sono dei rispettivi proprietari e vengono usati solo a titolo informativo.
DiMichele Dell'Edera

La pazienza resta una virtù, il posizionamento naturale pure

Lo dico subito non è un post contro l’advertising, anzi, penso che senza sponsorizzate sia sui social network che nei motori di ricerca difficilmente si possano raggiungere risultati decenti se non in mesi… anzi, anni di lavoro.

Detto questo voglio però spezzare una lancia per coloro i quali (io sono tra quelli) sostengono che sia necessaria anche una paziente opera di produzione di contenuti che riempiano in modalità organica e naturale i nostri canali social, i nostri blog, i nostri siti internet.

Possiamo paragonare il posizionamento organico o naturale a un maratoneta che non deve bruciare tutte le sue energie nei primi 500 metri, ma che deve invece centellinare le sue forze per tutti i 40 km che andrà a percorrere.

E’ fondamentale oltre ad avere un piano dettagliato delle campagne campagne di advertising da svolgere nei prossimi 3-6 mesi, avere anche un piano editoriale e di marketing in grado di aiutare nella produzione di contenuti utili al posizionamento del brand e dell’azienda sulla rete.

Se “droghiamo” i risultati solo con sponsorizzate Facebook, ad esempio, e sponsorizzate Google, avremo dei buoni risultati legati solo ed esclusivamente alla durata delle campagne.

Appena chiuse le campagne o sospese, i nostri grafici di accesso al sito o le interazioni e i mi piace con post e pagina Facebook, tenderanno di nuovo a zero.

Quello che voglio dire è che, secondo la mia esperienza maturata in questi anni, se si agisce solo sulle sponsorizzate non si riesce a fidelizzare il proprio pubblico, ma si andrà sempre a incrociare nuovo pubblico che, potrà pure dare un segno di vita le prime volte, ma che poi, alla lunga, non tornerebbe più non trovando motivi e stimoli a seguirvi… a prescindere da quando spendiate per “la pubblicità”.

L’advertising serve, ma serve essere anche continui e interessanti. L’advertising serve, ma bisogna essere anche in grado di fornire ai propri interlocutori un’esperienza duratura e non solo momentanea.

Immaginate un negozio che si riempie solo perché fa pubblicità, un negozio che non fidelizza mai la sua clientela e che non riesce mai a creare una “relazione” con i propri clienti. E’ un negozio destinato alla chiusura o a spendere in eterno budget spropositati.

Ecco perché secondo me “la pazienza resta una virtù, il posizionamento naturale pure”. 

Per chi vuole saperne di più, scrivetemi pure:
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DiMichele Dell'Edera

Android è il sistema operativo per Smartphone più usato in Italia

Milano – Nel mercato degli smartphone, Huawei è il brand che registra la maggiore crescita in termini di utenti (+413% in due anni) e lancia la sfida ai leader di mercato Samsung (al 37,5% della smartphone audience italiana) e Apple (18,7%). Tra i fattori critici di successo per i brand, la capacità di dotare gli utenti di dispositivi performanti che permettano di svolgere attività social e multimediali, in crescita costante rispetto all’anno scorso.
Questa la fotografia scattata da Mobilens di comScore, in occasione di IFA, in merito all’acquisto di dispositivi mobili di nuova generazione relativa al mese di giugno 2017.

Smartphone e sistemi operativi in Italia
In Italia, a giugno 2017 il 74,4% dei possessori di telefoni cellulari possiede uno smartphone, dato questo che ha registrato una crescita progressiva se si osserva il medesimo nello stesso mese del 2015 (60%) e dello scorso anno (70%).

Considerando la sola smartphone audience italiana, composta da 34 milioni di utenti, Android mantiene la leadership con il 73,5% (era al 69,7% nello stesso mese del 2016), seguito da Apple/iOS con una quota di mercato pari al 18,7% (nel 2016 al 17,9%).

Il calo di Microsoft al 6,9% (era al 10,5% un anno fa) e la lenta scomparsa di altri sistemi operativi (tra cui BlackBerry), complessivamente intorno all’1%, bene illustrano la posizione di forza dei due leader del mercato, in particolare Android, che può anche beneficiare di una crescente fidelizzazione: degli utenti Android che intendono cambiare dispositivo solo l’11% ha dichiarato di voler passare a piattaforma iOS (erano 13,5% a giugno 2016), a fronte del 19.6% di utenti iOS pronti a fare il percorso inverso (contro il 15,3% di un anno fa).
Dall’altro lato, la stessa Android si prepara ad accogliere gli utenti con dispositivi di vecchia generazione prossimi ad un upgrade, che nel 75% dei casi sceglierebbero proprio il sistema operativo di casa Google.

Quote di mercato dei brand: Samsung ancora leader, Apple stabile e Huawei in crescita a tripla cifra
Prendendo in considerazione la ripartizione delle quote di mercato dei singoli brand sulla smartphone audience italiana, Samsung detiene ancora il primato con il 37,5% (ma in calo rispetto al 41,9% di giugno 2016), seguito da Apple (18,7%), e Huawei con il 16,3% che raddoppia il numero di utenti dell’anno scorso, e registra un +413% su scala biennale. Seguono Nokia (che perde 3,6 punti percentuali in un anno), LG, Wiko e Asus, che raggiungono complessivamente il 14,5% della quota di mercato.

Smartphone acquistati negli ultimi 30 giorni: Android il sistema operativo più scelto, Samsung e Huawei i brand più acquistati
A giugno 2017 risultano 1,7 milioni gli utenti che dichiarano di aver acquistato un nuovo smartphone negli ultimi 30 giorni. Tra questi il 79% sceglie un dispositivo con sistema operativo Android, mentre il 18,6% sceglie un dispositivo Apple/iOS, con Microsoft ferma al 2,2%.

I brand più acquistati sono ancora Samsung (32,1%), Huawei (20,7%) e Apple (18,6%).

Top ten dei modelli acquistati negli ultimi 30 giorni: Samsung Galaxy S8 il più acquistato, Huawei con 5 modelli tra i primi dieci
Da un lato Samsung dà una prova di forza con il Samsung Galaxy S8, modello più acquistato a giugno 2017 (4,1% sul totale dei nuovi dispositivi), e altri due dispositivi, Galaxy J5 (3,7%) e Galaxy S7 (2,6%) tra i primi quattro modelli.

Dall’altro lato è Huawei a lanciare la sfida, piazzando nella top 10 dei device più acquistati 5 differenti modelli (dal P9 Lite, secondo con il 3,8%, ai fortunati P8 Lite, anche in versione 2017, passando per i più recenti P10 Lite e P10 Plus).
Primo dei due modelli Apple presenti nella top 10 è l’iPhone 5s 16GB, che con il 2,5% si posiziona al quinto posto, davanti al più recente iPhone 7 32GB al 2,1%.
Il dato sugli ultimi 30 giorni conferma quindi la preferenza degli italiani per i brand leader di mercato, e ancora la forte crescita della casa cinese.
Analizzando il costo dei nuovi smartphone, oltre un quinto degli acquirenti ha speso più di 400 €, mentre il per 17% degli utenti il costo del nuovo dispositivo era compreso nella fascia tra i 170 € e i 249 €. A seguire, con il 15,2%, la fascia tra i 125 € e i 169 €.
Tra i criteri decisivi nel processo di acquisto di un nuovo smartphone, il sistema operativo rappresenta il principale driver che guida la scelta (49%), mentre al secondo posto per importanza attribuita (43,8%) si posiziona la disponibilità di App presenti per il modello desiderato (in crescita rispetto al 41,8% dello scorso anno). Le considerazioni legate ai costi rivestono invece un minor peso per gli intervistati, che in percentuale minore rispetto allo scorso anno attribuiscono un alto grado d’importanza a costo specifico del piano dati (36,6% a giugno 2017 vs 43,6% di giugno 2016), prezzo del dispositivo (32,9% vs 36,7%) e costo mensile complessivo del servizio (30,6% vs 34,8%).

Caratteristiche degli smartphone in Italia: schermi da 5” in su, crescita della risoluzione delle fotocamere, in particolare le frontali
Gli smartphone acquistati negli ultimi 30 giorni, hanno dimensioni dello schermo comprese tra i 5’’ e i 5,5’’ per il 43,7% dei casi, e superiori ai 5,5’’ nel 27,9% dei casi.

La tendenza a schermi sempre più grandi viene confermata prendendo in considerazione l’intera smartphone audience italiana, che fa registrare le maggiori crescite in termini di utenti per gli schermi oltre i 5,5” (+69%), e per quelli compresi tra i 5’’ e i 5,5’’ (+57% rispetto a giugno 2016), che rappresentano ormai la gran parte degli smartphone (utilizzati dal 40,1% degli utenti).
In calo del 3% invece il numero di chi possiede un dispositivo con dimensioni dello schermo tra i 4,5” e i 5” (quota al 22,2%).
La risoluzione della fotocamera frontale che risulta più diffusa nella smartphone audience italiana è 5 megapixel (+67% rispetto al 2016), ma quella che registra una maggiore crescita rispetto allo scorso anno va dai 5 megapixel in su (+ 353%). Tra le fotocamere posteriori, le più diffuse risultano avere una risoluzione compresa tra i 10 e i 14 megapixel, in crescita dell’89% rispetto al 2016.
Dispositivi più grandi, più potenti e più performanti si traducono anche in nuove possibilità di utilizzo per i possessori di smartphone, e attività diverse dalla chiamata tradizionale. Tra queste sempre più diffuse la visione di contenuti video o televisivi (19 milioni di utenti, +16% rispetto allo stesso mese dello scorso anno), l’ascolto di musica (15 milioni, +11% rispetto allo scorso anno), la condivisione di foto e video sui social (+13%) e l’acquisto di beni e servizi (+22%), con la maggiore crescita registrata dalle videochiamate (+74%).

DiMichele Dell'Edera

Di cosa ti occupi ? Sapete rispondere a questa domanda ?

Quando c’è un incontro per affari una delle prime domande che ci viene fatta è: Di cosa ti occupi ?

Proviamo a fare un esercizio: Proviamo a spiegare con 10 parole di cosa ci occupiamo.

Avete fatto ?  Magari se volete, inviatemi pure le descrizioni che sono venute fuori !

Provo ad aiutarvi proponendovi di tenere ben in mente tre aspetti dei quali non potete non tener conto:

  • Cosa fate ?
  • Per chi lo fate ?
  • Perché lo fate meglio degli altri (perché dovrebbero scegliervi)

Se siete riusciti a tirare fuori quella famosa risposta al “di cosa ti occupi ?”, molto probabilmente avete a vostra disposizione la descrizione breve della vostra azienda e, magari, tutti gli elementi per creare il vostro payoff aziendale.

Il racconto vostro e della vostra azienda dovrebbe poi comprendere delle storie che provino a:

  • Descrivere il proprio mercato di riferimento e il suo principale problema
  • Descrivere la (vostra) possibile soluzione del problema
  • Raccontare una storia concreta nella quale “tu” azienda hai risolto quel problema
  • Raccontare i benefici ottenuti dai vostri clienti una volta usata la vostra soluzione. Raccontare un caso di studio oppure far raccontare ai tuoi clienti la loro storia con te.

Non dimenticare che tu (e anche io ovviamente) per esistere devi comunicare te e il tuo brand. Per farlo c’è bisogno che:

  • Il tuo brand (anche personale) debba rappresentare una sua specializzazione
  • Il tuo brand debba essere quindi associato a una categoria ben precisa e riconosciuta
  • Tu racconti i punti che hai in comune con il tuo pubblico (dove puoi essere utile e come)
  • Tu promuova anche gli altri (e il loro lavoro o riflessioni) … In questo modo promuoverai anche te stesso

Parleremo di comunicazione e di brand anche nei prossimi appuntamenti di #EcommerceLAB. il primo in calendario è il 26 settembre a Foggia nel quale parleremo di negozio e marketing digitale di prossimità. Se vuoi e puoi partecipa. Prossimi appuntamenti a Taranto e in altre città italiane.

DiMichele Dell'Edera

Marketing territoriale e di prodotto. Trovo l’esempio “Ichnusa” strepitoso

Alle volte ci si arrovella il cervello su come si possa fare marketing territoriale facendo passare in poche frasi, o in pochi secondi di immagini, l’essenza di una terra in modo efficace. Difficile !

Stessa cosa vale per un prodotto. Come far percepire con immagini o con un racconto il prodotto, le sue origini, la sua filosofia. Come si può quasi farlo toccare, gustare percepire.

Ecco sono rimasto ammirato dallo spot che gira in queste settimane della birra sarda “Ichnusa”. In quello spot due cose difficilissime sono state fuse alla perfezione, quasi a non far distinguere più quale fosse il prodotto e quale la terra di provenienza. In quello spot terra e prodotto si fondono, sono la stessa cosa. Il telespettatore non ha il tempo e la forza di distinguere il territorio dal prodotto.

Il richiamo poi a parole ed eventi di altri luoghi (halloween ad esempio) a parole ed eventi “globali” calandoli  in terra di Sardegna è geniale. Non posso che complimentarmi e rimanere incantato.

Anche la scelta del payoff è molto buona: “Anima Sarda”.

ecco lo spot !

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=d_D-Mq97_iE?ecver=2]

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